Splendida città d’arte di origine romana, Faenza è situata a ridosso delle colline che segnano il confine con la Romagna e la Toscana, via di collegamento tra Firenze e Ravenna. Se del suo periodo medievale restano poche testimonianze architettoniche (come nella Chiesa di Sant’Ippolito e nelle chiese di S.Maria Foris Porta e della Commenda), la città conobbe il suo periodo di maggior splendore nel XVI secolo, grazie all’opera di grandi artisti quali Giuliano e Benedetto da Maiano, Donatello, i Della Robbia e Biagio d’Antonio da Firenze, che si trasferirono nella città romagnola per ragioni lavorative. Le principali opere architettoniche che si possono ammirare girando per la città sono quindi un’eredità della fioritura artistica che la città conobbe in epoca rinascimentale. Ciò che aspetta il visitatore una volta giunto a Faenza, è una passeggiata tra Rinascimento e Neoclassico, come testimoniano i numerosi ed eleganti palazzi che costeggiano le vie del centro storico, tra cui  spicca Palazzo Milzetti. Il periodo d’oro neoclassico fu quello tra il 1780 e il 1820, quando architettura, scultura, pittura e decorazione, raggiunsero  risultati di impareggiabile livello grazie all’opera degli architetti Giuseppe Pistocchi e Giovanni Antonio Antolini e l’artista Felice Giani.

Perché visitare Faenza

Sin dal XIV secolo, Faenza è stata un importante crocevia politico e culturale, anche grazie al ruolo chiave della signoria dei Manfredi nella costruzione di importanti legami con la famiglia Medici di Firenze. Basta arrivare nella splendida Piazza del Popolo, delimitata dai suoi portici laterali e logge, per ammirare il Palazzo del Podestà, ampliato nel 1230-70 e modificato in epoca moderna (il porticato è opera sette-ottocentesca), la vicina Torre dell’Orologio, ricostruita nel 1953, e il Palazzo Manfredi, originario del XIII secolo. L’intero loggiato di Palazzo Manfredi fu poi ricostruito in forme neoclassiche, simili a quelle originali, nel 1859 dall’ingegnere comunale Ignazio Bosi. Sul lato del Palazzo del Podestà, si trova un loggiato a due piani del 1760. L’iniziale progetto prevedeva la realizzazione di un piano solo ma il Consiglio degli Anziani lo volle a due piani per simmetria con il loggiato antistante. La decisione, proietta la struttura della piazza verso un concetto di regolarità architettonica, tipicamente settecentesco.  Nella limitrofa Piazza della Libertà è invece possibile fermarsi a contemplare la fontana dei primi del XVII secolo o visitare la Cattedrale di San Pietro del tardo XV secolo.

Altri luoghi da visitare

Il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC)

Fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, il Museo Internazionale delle Ceramiche rappresenta la più grande raccolta al mondo dedicata alla ceramica. Oltre ad opere di produzione italiana ed europea che coprono il periodo che va dal Medioevo all’Ottocento, il MIC ospita anche importanti sezioni dedicate all’America precolombiana, alla Grecia classica e all’età romana, oltre a manufatti del vicino e medio Oriente e della ceramica islamica. Al suo interno, vi è inoltre la presenza di spazi ad hoc dedicati ai più importanti artisti di ceramica del Novecento e della contemporaneità, sia italiani che stranieri.

Riconosciuto simbolo di pace dall’UNESCO, il MIC realizza dal 1938 il Concorso Premio Faenza, divenuto internazionale dal 1963. A partire dalle sue ultime tre edizioni, il concorso è riservato ai giovani artisti under 40 ed è considerato uno dei massimi riconoscimenti ceramici a livello mondiale.

Palazzo Milzetti

palazzo milzettiAntico ed elegante palazzo neoclassico, il Palazzo Milzetti è stata l’antica dimora dei conti Milzetti ed è oggi sede del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna. Il conte Nicola Milzetti diede l’avvio alla costruzione nel 1792 affidando il lavoro all’architetto faentino Giuseppe Pistocchi. I lavori proseguono poi con il figlio Francesco, che diede incarico all’architetto Giovanni Antonio Antolini di Castel Bolognese e al pittore Felice Giani. Al piano terra è possibile scoprire gli ambienti in cui viveva il conte Francesco Milzetti e la biblioteca. Tra le varie sale da visitare, quella da pranzo, caratterizzata da due pareti lunghe movimentate da absidi appena accennate, decorate con motivi a foglia di vite e ghianda, la vasta Sala Ottagonale detta Tempio di Apollo e la Galleria di Achille, a volta ribassata con superfici coperte da una decorazione continua. Per concludere, la camera da letto degli sposi, dedicata alla storia del ritorno a casa di Ulisse e della fedeltà di Penelope, con sete ottocentesche alle pareti.

Teatro Masini

Uno dei più rappresentativi esempi dell’architettura neoclassica in Italia, il Teatro Masini ricorda con i suoi riferimenti il teatro della Reggia di Caserta (per l’inquadramento a ordine gigante del colonnato), della Reggia di Versailles (per il motivo dei bassorilievi che ornano il secondo ordine di palchi) e del Teatro Olimpico di Vicenza (per il tema delle statue sovrastanti il colonnato). La sua costruzione ebbe inizio nel 1780 e fu completata nel 1787 su iniziativa dell’Accademia dei Remoti, un cenacolo di intellettuali ed artisti locali costituitosi nel 1673. Il primo teatro, risalente al 1720, era stato realizzato sfruttando il preesistente Salone del Podestà, ma a causa della scarsa idoneità dei materiali di costruzione, si deteriorò rapidamente. L’inaugurazione dell’attuale teatro avvenne nel 1788 con la rappresentazione dell’opera “Caio Ostilio” di Giuseppe Giordani. Nel corso degli anni, il Teatro fu soggetto a vari lavori di manutenzione e manodopera, al fine di correggerne i difetti e renderlo idoneo alle esigenze degli spettacoli.

La ceramica

Nota in tutto il modo per la sua antichissima tradizione artigianale ceramica, non è un caso se a livello internazionale la maiolica venga identificata con il nome Faience. Le origini della produzione ceramica risalgono già al I secolo d.C., ma la tradizione faentina è attiva tutt’oggi, con sessanta botteghe d’arte, le scuole artistiche e numerose manifestazioni internazionali.

Qui l’arte ceramica combina il nuovo con l’antico: basta fare un giro tra le varie botteghe disseminate per le vie cittadine per comprendere come la tradizione maiolica si sia evoluta nel tempo arrivando a produzioni diverse e contemporanee. Ogni bottega ceramica è un piccolo mondo, con i suoi ceramisti intenti a modellare l’argilla (bianca o rossa), a dipingerla e a cuocerla in forni che arrivano a 960°. Piatti, tazze, oggetti d’arredo: la scelta che troverete ad attendervi non deluderà le vostre aspettative.

Eventi e tipicità del territorio

Faenza è una città che vive tutto l’anno grazie ad una serie di eventi legati alla ceramica e non solo, che rendono gli ambienti cittadini in fermento culturale costante. Tra questi, Argillà, la fiera internazionale della ceramica che anima le strade manfrede ogni settembre e con una cadenza biennale. Altro appuntamento di prestigio è la 100km del Passatore, gara podistica che si corre ogni fine maggio lungo l’asse Firenze-Faenza.

Faenza vuol dire Romagna, ossia l’arte dell’ospitalità, del mangiare e del bere bene. La convivialità romagnola è uno dei souvenir che potrete portare a casa con voi, insieme alle preziose maioliche faentine. Oltre alla classica tradizione della pasta fatta in casa, come i cappelletti e i passatelli, a Faenza è possibile trovare altri prodotti del territorio di denominazione controllata, come la piadina, lo squacquerone, lo scalogno e le uve, dalla cui lavorazione nascono vini famosi in tutta Italia e nel mondo: dai vitigni DOC di Sangiovese, Trebbiano, Pagadebit e Cagnina, fino all’Albana DOCG in versione dolce, dry e anche passito.

 

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