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Niballo Palio di FaenzaSpiegare le origini del Palio del Niballo non è cosa semplice: anche se alcuni testi antichi e moderni ci vengono incontro, le notizie giunte ai giorni nostri dal lontano Medio Evo restano comunque frammentarie e danno adìto a varie interpretazioni.

 

Di certo sono i Franchi a promuovere la diffusione di queste competizioni, solitamente indette dal nobile del luogo che decide anche il tipo di campo e le armi da usare, dandone poi la competenza al “maestro di campo”.

 

I cavalieri combattono con i colori della dama del cuore. La giostra più diffusa è quella “alla barriera”, nella quale gli sfidanti partono dai lati opposti del campo e lo percorrono a spron battuto, separati da uno steccato, cercando di disarcionare l’avversario quando lo incrociano, colpendolo in determinati punti dello scudo o della corazza.

 

Niballo Palio di FaenzaPer far ciò viene quasi sempre utilizzata la “bigorda” o “bagorda”, una lancia leggera sul tipo di quelle oggi usate per il palio moderno: si tratta di armi “cortesi”, usate col semplice fine di disarcionare l’avversario e non di eliminarlo fisicamente tanto che spesso la sfida finisce davanti ad un banchetto.