#Niballonelmondo: Pier Gildo Melandri, a Malta ma con il cuore nella curva del Rione Rosso

 In Mondo Rioni

In un anno e mezzo la tua vita può cambiare in maniera incredibile. Nel dicembre 2016 guardi davanti e te e vedi l’aereo che stai per prendere per lasciare il tuo Paese: non hai alcun tipo di certezza sul tuo futuro, ma capisci che è il momento giusto di farlo, dopo tante insoddisfazioni lavorative. Giugno 2018: dopo poco meno di 500 giorni ti volti indietro e vedi tutto quello che hai fatto. Sei riuscito a inserirti in un lavoro per cui sei portato, ti sei creato una stabilità professionale durante la tua prima esperienza all’estero, e hai persino messo in piedi un’attività imprenditoriale. Sono tanti i giovani italiani che partono alla ricerca di fortuna: Pier Gildo Melandri, “faentino nel mondo” di 26 anni, è uno di quelli che, dopo la prima fase del proprio percorso, può tracciare un bilancio più che positivo. Ora lavora nel campo del trading sportivo a Malta e, oltre a questa occupazione, ha avviato una propria attività tramite un’App di servizio taxi. Al momento, essendo soddisfatto, non pensa di tornare in Italia, anche se i legami del paese d’origine, e con Faenza in particolare, sono tanti. Nonostante la lontananza, il suo cuore continua a essere legato agli amici del Rione Rosso, uno dei cinque rioni della città di Faenza che si sfidano durante il Palio del Niballo. Un foulard del rione non poteva mancare nella valigia che l’avrebbe accompagnato in questa avventura. Lui con il cuore continua a essere lì, di fianco a loro nella curva, a incitare con gli altri il proprio cavaliere, la propria storia.

La partenza dall’Italia per mancanza di stimoli lavorativi

Da un anno e mezzo circa Piergildo Melandri ha trasferito la sua residenza a Malta: come per tanti altri giovani è la mancanza di lavoro ha convincerlo in questa decisione. «Sono partito nel dicembre 2016 – spiega – poco dopo il mio compleanno. Avevo voglia di una nuova esperienza e non avevo molti stimoli lavorativi in Italia. Dopo essermi laureato all’Accademia d’Arte di Rimini ho lavorato per uno studio grafico a Forlì, per quattro o cinque anni circa, e in seguito come operatore nell’ambito televisivo». E’ alla ricerca di una nuova esperienza, in un contesto multiculturale dove potesse, al contempo, migliorare il proprio inglese, strumento fondamentale per aprirsi nuovi sbocchi occupazionali. «Non avevo mai provato un’esperienza all’estero. Devo ammettere che questa è iniziata subito bene e sono molto contento della scelta che ho fatto».

A Malta ora si occupa di trading sportivo e ha sviluppato un’App, TaxiFy

Come tanti altri giovani, Pier è partito senza sapere esattamente cosa sarebbe successo, «in effetti è stato un salto nel buio», commenta. Prima di salire su quell’aereo che l’ha portato a Malta non aveva concrete offerte di lavoro sul tavolo. La determinazione e l’intraprendenza sono però le qualità più importanti per farcela. Pier all’inizio si cimenta in qualche lavoretto sporadico, poi pian piano ha trovato lo sbocco professionale che cercava. Adesso Pier si occupa di trading sportivo, ovvero il mercato delle scommesse sportive. «A Malta è uno dei mercati più sviluppati essendoci molte società internazionali, ed è un lavoro di cui mi sono subito sentito portato». Si occupa in particolare della stesura delle quote scommesse. Ma non è questa l’unica sua occupazione: a Malta Pier ha avuto infatti la possibilità di diventare un ‘piccolo imprenditore’. Ha infatti una partecipazione nel mercato dei trasporti con una macchina che offre servizi taxi. «Praticamente – spiega Pier – quando sono arrivato a Malta per qualche mese ho lavorato per una compagnia di servizio macchina. Ho capito che c’erano possibilità anche per mettere su qualcosa in proprio. Così è stato lanciato un servizio integrato con un’applicazione che si chiama TaxiFy, che riuniva varie compagnie. Io e altri miei amici siamo stati precursori di quest’App e, dopo che ho smesso di lavorare con la prima compagnia che ti dicevo, dopo sei sette mesi ho iniziato questa nuova avventura, assumendo due ragazzi che si occupano del servizio taxi». Un giovane senza lavoro che è riuscito a trovare lavoro per altri giovani: anche questo, fino a un anno e mezzo fa, sembrava impossibile.

“Il fatto di essere su un’isola è la cosa che mi ha condizionato di più. Al momento non penso di tornare”

Malta, benché non molto distante dall’Italia, presenta analogie e forti differenze con l’Italia, in particolare per il fatto di essere un’isola. «Sono molto soddisfatto dell’esperienza e non ho, da qui a poco tempo, intenzione di cambiare. Ho trovato una seconda casa con tanti amici. Certo, ogni tanto ho un po’ di nostalgia di tornare, ma dal punto di vista lavorativo c’è anche lo scotto da pagare. Per minimo tre anni il mio obiettivo è restare qua». Per molti aspetti Malta è simile all’Italia per varie ragione, anche se, essendo una società multiculturale, tutto è molto in mutamento. Per esempio l’italiano, come lingua, è abbastanza diffuso nelle persone con una cinquantina d’anni, ma i giovani di oggi lo studiano meno. Anche il cibo è molto simile all’italiano, con forti influenze di tradizione siciliane.

Il Rione Rosso, dal tamburo alla vita rionale vissuta a 360 gradi

Forte, vincente e appassionante: per Piergildo Melandri il Rione Rosso è tutto questo. Fin da quando era piccolo, pur abitando in una zona del Rione Verde, ha sempre avuto legame con questo Rione. «Mi sono appassionato al Rosso perché era il Rione più vincente, nell’ambito del Palio è sempre competitivo». Pier a 12 anni ha iniziato così a suonare il tamburo, un’esperienza durata qualche anno a fianco del gruppo storico. «Il tamburo mi è sempre piaciuto, molto più che le bandiere, che invece non mi hanno mai particolarmente attratto. Mi piaceva di più la musica e la carica emozionale capace di suscitare questo strumento». Al di là degli aspetti sportivi, Pier ha sempre frequentato gli ambienti rionali, vera e propria seconda famiglia. Amici e rionali con i quali poter vivere esperienze che portano a instaurare legami veri e concreti, capaci di rimanere nel tempo. «Il mio ricordo più bello con il gruppo storico riguarda le prime uscite che facemmo fuori dal contesto faentino. Mi ricordo in particolare un’uscita a Ferrara, un evento legato alla rievocazione medievale, andammo là col gruppo musici e fu davvero una bella esperienza».

“La vita in curva è un’esperienza unica”: anche da Malta Pier darà il suo contributo

E poi c’è il tifo, l’adrenalina delle sfide, le magnifiche coreografie allo stadio il giorno del Niballo. «La vita in curva è una cosa unica – commenta Pier – non c’è niente di simile alla passione che si può vivere lì, con gli altri amici e tifosi, durante il Palio. È una carica emotiva che solo chi l’ha vissuta può capire». E lì, in curva, sono stati tanti, tantissimi i successi che ha potuto vivere fianco a fianco con gli altri rionali di Porta Imolese. «La vittoria più bella? Se devo sceglierne una – risponde Pier – fu una vittoria del Palio nell’ultimo periodo di Willer Giacomoni, quando vinse con Fiamma (il cavallo di Giacomoni, ndr). Ricordo una grande festa allo stadio e in piazza, dove ci buttammo nella fontana, con parecchi festeggiamenti. Ma sono legato un po’ a tutte le vittorie: quando si vince è sempre un momento piacevole». L’anno scorso Pier è riuscito a fare una sorpresa ai propri rionali, tornando in Italia per seguire proprio le gare del Palio. Quest’anno, pur essendo lontano, ha voluto aiutare il proprio Rione dando un contributo concreto. «In questi mesi mi sono continuato a sentire col direttivo – spiega Pier – per dare una mano come posso. Per esempio ho fatto io le ordinazioni per il materiale per fare le coreografie di quest’anno durante la giostra del Niballo». Ecco allora che il 24 giugno quando sventoleranno alti gli striscioni e le bandiere e la curva si colorerà di Rosso, ci sarà un rionale in più con gli altri a cantare inseme “la gente operosa del Rosso Rione ha un palpito solo pel suo campione”, come recita l’inno del rione.

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