Bigorda: nelle prove il miglior tempo è di Manuel Timoncini

“Sugli scudi” la coppia Manuel Timoncini e Silver Wash del rione Giallo, ma è ancora presto per sentenziare giudizi definitivi. In attesa della gara vera e propria di sabato 10 giugno, le prove ufficiali della Bigorda d’Oro indicano il cavaliere di Porta Ponte come l’avversario da battere tra i fantini concorrenti. Ci sono però ancora dieci giorni di tempo per crescere e per migliorare l’affiatamento cavallo/cavaliere, dote indispensabile per avere la meglio nella particolare giostra faentina.

Manuel Timoncini centra un ottimo 12”526

Una bella cornice di pubblico ha accolto i cinque cavalieri della giostra dei giovani, istituita per la prima volta nel 1997 e giunta quest’anno alla 21^ edizione. La prima serie di tornate ha visto registrate un ottimo tempo per Manuel Timoncini, miglior crono con 12”526. Il cavaliere di porta Ravegnana si è ripetuto anche nella seconda serie di sfide, registrando con Ischia Porto il tempo di 12”529, praticamente identico alla tornata col primo cavallo. Più distanziati gli altri fantini, alcuni dei quali si sono cimentati per la prima volta con le prove ufficiali della Bitgorda: per Alberto Liverani su Quasimolo (rione Nero) il miglior tempo è stato 13”216, per Nicolas Billi/Boss Tango del rione Verde 14”920. Tornate nulle invece per il Borgo Durbecco con Roberto Balducci e per il rione Rosso con Matteo Giannelli e Shock Wave. Ma già dalla prossima prova lunedì 5 giugno si ripartirà in sella per cercare di cambiare i pronostici.

Le tornate

Tempo Tempo
1 Nicolas Billi nulla Roberto Balducci nulla
2 Roberto Balducci nulla Matteo Giannelli nulla
3 Matteo Giannelli nulla Manuel Timoncini 12’’526
4 Manuel Timoncini 13’’144 Alberto Liverani 15’’623
5 Alberto Liverani 15’’210 Nicolas Billi 14’’920

 

Tempo Tempo
1 Nicolas Billi 14’’334 Matteo Giannelli nulla
2 Matteo Giannelli nulla Alberto Liverani 13’’216
3 Alberto Liverani 14’’042 Roberto Balducci nulla
4 Roberto Balducci nulla Manuel Timoncini 12’’529
5 Manuel Timoncini nulla Nicolas Billi nulla

Bigorda, oggi le prove ufficiali: ecco i 5 cavalieri dei rioni

bigorda

Cresce, non solo nel mondo rionale ma in tutta la città, l’attesa per le manifestazioni del Niballo – Palio di Faenza 2017. Sabato 10 giugno è programmata la prima delle due giostre, la 21esima edizione della Bigorda d’Oro, che si disputerà ancora una volta in notturna (con ritrovo del corteo storico alle ore 19 in piazza del Popolo). Questi i cinque cavalieri scelti dai rioni per la giostra del 10 giugno: Roberto Balducci (Borgo Durbecco), Manuel Timoncini (rione Giallo), Alberto Liverani (rione Nero), Matteo Gianelli (rione Rosso) e Nicolas Billi (rione Verde). Il primo a partire sarà proprio il rione di Porta Montanara, giunto quinto nella scorsa edizione, seguito da Borgo, Rosso, Giallo e Nero, vincitore nel 2016 e detentore del titolo.

Mercoledì 31 le prove ufficiali della Bigorda d’Oro

Intanto, dopo la prima serata di prove libere, tenutesi lunedì nel campo di gara, lo stadio “Bruno Neri”, stasera – mercoledì 31 maggio – alle ore 22, sempre allo stadio, sono programmate le prove ufficiali dei cavalieri che correranno la Bigorda d’Oro. L’ultimo turno delle prove libere è invece previsto lunedì 5 giugno. In caso di maltempo e conseguente rinvio di una di queste serate, si terrà una sessione di recupero martedì 6 giugno.

Il Torneo della Bigorda d’Oro nasce nel 1997 come Palio dei giovani, disputato tra i cinque Rioni di Faenza secondo le stesse regole previste dalla giostra del Niballo. La fama dei cavalieri di Faenza non si diffonde in tutta Italia per caso: al loro interno le scuderie rionali formano quotidianamente giovani fantini che, allenandosi giorno dopo giorno, si preparano a disputare il Niballo. Per verificare e saggiare la loro bravura è nato il torneo della Bigorda d’Oro, che a differenza del Niballo viene disputato in orario serale nella seconda settimana di giugno.

La Bigorda: l’arma della giostra

Il nome Bigorda deriva dal provenzale – la lingua parlata dai trovatori medievali – e più precisamente dall’antico termine “beort”, che significa armeggiare in torneo. Lo stesso termine si riferisce alla lancia di tipo leggero usato nelle moderne giostre cavalleresche. Non deve stupire quindi che il premio per la vittoria del Palio dei giovani sia una lancia in ceramica, con puntale d’oro. A questo torneo possono partecipare solo giovani cavalieri che non abbiano mai gareggiato per il Niballo, e sempre di più negli anni passati la Bigorda è andata affermandosi come una prima occasione di sfida per i cinque Rioni cittadini, in attesa della Giostra tradizionale di fine giugno. Con un’attenzione particolare: sempre più i giovani fantini vincitori di una Bigorda si sono poi affermati pochi anni dopo nel Palio del Niballo.

Il Giuramento dei Cavalieri alle ore 21 in piazza del Popolo

Domenica 4 giugno, in piazza del Popolo, con inizio alle ore 16, si disputerà invece il torneo dei giovanissimi alfieri bandieranti e musici (under 15). In serata, alle ore 21, il programma proporrà il giuramento dei cavalieri che disputeranno la giostra della Bigorda e, a seguire, la gara delle bandiere nella specialità della coppia.

La prima edizione del Palio del Niballo – 1959

Palio del Niballo 1959

Un secchio d’acqua sulla testa dei perdenti, ambientazioni storiche che ci riportano all’epoca delle signorie, tamburi e costumi che già affollano la piazza della città: sono queste le immagini in bianco e nero della prima edizione del Palio del Niballo di Faenza mostrate da un video, tratto dagli archivi dell’Istituto Luce. Il documento d’archivio racconta la giornata del 28 giugno 1959 quando per la prima volta i cinque rioni della città manfreda si sono sfidati nella giostra che ha come bersaglio il Niballo giunta quest’anno alla sessantunesima edizione.

Il video è stato pubblicato nel dicembre 2013 dalla pagina facebook “Torre dell’orologio di Faenza” che ha ripreso questo documento da Erika Maggi.

Il video della prima edizione del Palio del Niballo

«Per un giorno piazza del Popolo di Faenza si è vestita con gli abiti degli antenati, forse trovati nelle polverose soffitte della vecchia cittadina romagnola»: con queste parole il cronista apre la video presentazione dell’evento. C’è certo un po’ di approssimazione in questo racconto: quello messo in atto dai “padri fondatori” del Palio di Faenza fu una vera e propria impresa di riscoperta storica che coinvolse numerose persone dell’epoca. Come scrive Primo Solaroli nel suo libro sul Palio del 1970: «I primi costumi confezionati in un tempo veramente breve dalla signora Caterina Fucci Calderoni [che] diventò in seguito la confezionatrice e la creatrice dei costumi del rione Giallo che sono tra i più belli che si possono ammirare in questo genere di manifestazioni».

Giostra di ieri e giostra di oggi

Le «antichissime tradizioni» a cui si fa riferimento nel video sono quelle de l’epoca della signoria dei Manfredi, padroni di Faenza dal 1313 al 1501. Nel corso di 61 edizioni di palio moderno sono tante le differenze rispetto alla giostra che viene disputata oggi. Per esempio all’epoca i fantini subivano la famosa “bagnata“: come descrive il video «chi mancherà il bersaglio sarà eliminato da una beffarda doccia» che andava a colpire cavallo e cavaliere. Col tempo ci si rese conto che i cavalli non gradivano questo tipo di trattamento e si spazientivano: la “bagnata” fu quindi rimossa.

Punto forte del Palio del Niballo di Faenza è la sana rivalità tra i rioni. Già alla vigilia del Palio del 1959 «fu uno sfrecciare su veloci motorette di giovani in costume da bagno – scrive Primo Solaroli – che passati più o meno indenni i posti di blocco del rione rivale atteggiavano le labbra e la lingua provocando il classico rumore dello sfotto».

Palio 1959: a vincere Nicola Fouqué del Bianco

I cavalieri dell’epoca furono assegnati per sorteggio il 4 giugno 1959. La sorte così decise: Nicola Fouquè per il il rione Bianco (vincitore della prima edizione su cavallo “Quasi secondo”), Giovanni Oriolo per il Giallo, Nicola Mascanzoni per il Nero, Francesco Legnani per il Rosso, Enzo Agazzi per il Verde. La sfida decisiva della prima edizione fu quella Bianco-Nero e a vincere per la prima volta furono i «pivelli del Bianco» – come scrisse un giornale dell’epoca.

PER APPROFONDIMENTI

P. Solaroli, Niballo, il palio di Fenza, Faenza, Lega stampa, 1970.

VIDEO / Niballo 2017 – Official Teaser

palio-teaser

Un video per entrare nel vivo delle competizioni del Niballo – Palio di Faenza. E’ stato presentato lunedì 22 maggio il video teaser ufficiale dell’edizione 2017 del Niballo, realizzato dalla redazione di Buonsenso@Faenza. Per la realizzazione si ringraziano Valentino Medori e Daniele Ravagli.

Il Ministero dà l’ok: purosangue ammessi al Niballo

cavalieri giostra

Dopo mesi di attesa, è finalmente arrivato il responso ufficiale del Ministero della Salute che autorizza l’impiego dei cavalli di razza purosangue inglese nelle prossime manifestazioni del Niballo, Palio di Faenza.

Nella giornata di ieri, anche grazie al supporto del Senatore faentino Stefano Collina, l’Ufficio Palio del Comune di Faenza, ha ottenuto una specifica certificazione in cui il Ministero della Salute, premesse una serie di considerazioni sulle caratteristiche specifiche del Niballo Palio di Faenza, afferma espressamente che i divieti previsti dall’ ordinanza 3 agosto 2016 (c.d. ordinanza Martini), non si applicano alla corsa faentina.

Purosangue ok per il Palio di Faenza, la soddisfazione dell’amministrazione

Per il sindaco Giovanni Malpezzi “si tratta di un importante riconoscimento del percorso che l’ Amministrazione Comunale e il Senatore Collina hanno subito avviato, una volta entrata in vigore l’ordinanza 3 agosto 2016, per garantire la continuità e la spettacolarità dell’evento Palio.”

In questi mesi – continua Malpezzi – le sollecitazioni, l’interessamento e il sostegno del mondo rionale alla questione, non sono mai mancati e sono stati di grande supporto per raggiungere questo risultato importante.

“Siamo molto soddisfatti, ma eravamo anche fiduciosi – commenta Benedetta Diamanti, dirigente dell’Ufficio Palio del Comune di Faenza: l’attenzione alla sicurezza e al benessere degli equidi, le caratteristiche della pista, l’unione delle competenze tecniche e la collaborazione continua con il Ministero, ci hanno permesso di salvaguardare l’impiego dei cavalli di razza purosangue inglese nelle nostre manifestazioni”