Il Palio su tv e web: ecco quando e come seguirlo

Amanti del Palio di Faenza, non disperatevi se per qualche bislacco motivo non riuscirete a seguire le gare della competizione direttamente in piazza del Popolo o allo stadio Bruno Neri. Sarà infatti attivata anche quest’anno l’iniziativa della Cooperativa dei Manfredi che vedrà i cinque rioni della città attivarsi per fornire al pubblico la diretta internet e la trasmissione televisiva delle gare del Palio del Niballo 2017. Non solo il titolo più prestigioso, ma anche le serate degli sbandieratori e la Bigorda, di modo che tutti – anche chi in quel momento si troverà lontano da Faenza – possano avere l’opportunità di seguire in diretta le vicende del Palio. Televisioni e strumenti web capaci, con le loro riprese, di evidenziare al meglio gli aspetti sportivi e tecnici più belli delle diverse competizioni: dalla Bigorda al Palio passando per le appassionanti gare delle bandiere.

Gli orari televisivi: il Niballo in diretta su canale 14

La diretta streaming delle competizioni sarà visualizzatile sul sito del Comune di Faenza e su quello del paliodifaenza.it, consultabile a questo link. Per quanto riguarda il digitale, segnatevi per bene il canale 14 della tv: TeleRomagna trasmetterà infatti la giostra del Niballo in diretta e le altre competizioni in differita come indicato dal manifesto sottostante:

Confermato inoltre dalla Cooperativa dei Manfredi anche il maxi schermo in piazza del Popolo di 5mx5m che consentirà a tutti di vedere al meglio e comodamente le appassionanti gare delle bandiere. «L’anno scorso questa iniziativa ha avuto molto successo – afferma Giordano Gonnesi – in particolare solo su streaming per le gare delle bandiere abbiamo avuto oltre 3mila visualizzazioni, per cui abbiamo deciso di ripeterla: inoltre quest’anno le riprese saranno fatte con tre telecamere, dando modo al pubblico di gustare ancora al meglio la competizione e i gesti tecnici».

Vivandiere e Priori della Confraternita della Croce: le nuove figure del rione Nero

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Davanti a un folto gruppo di giornalisti, rionali e semplici appassionati, durante la conferenza stampa riguardo all’edizione 2017 del Palio del Niballo, il Rione Nero ha presentato due nuove figure del corteo storico: le vivandiere e i priori della Confraternita della Croce. Continua così il rinnovamento dei costumi della sfilata storica, volto a dare maggiore risalto alle peculiarità del proprio rione. Dopo la presentazione delle figure che il rione di porta Ravegnana metterà nella sfilata del Palio del Niballo 2017, analizziamo dal punto di vista storico questi personaggi.

Le vivandiere

Addetto a “condurre la compara e mantenere l’ordine” è il rotellino (come previsto esplicitamente dal regolamento organizzativo), figura introdotta nel 1988 sul modello del palio di Siena. Da alcuni anni a questa parte si è però avvertita la necessità di introdurre non solo una figura maschile, ma anche una femminile con i medesimi compiti e doveri. Il primo fu il Rione Verde, che nel 2007 presentò la proposta di creare un nuovo costume, coniugando la necessità di dare da bere ai figuranti con boccali e bicchieri di ceramica, anziché in plastica, lungo il corteo. Seguì nel 2011 il Gruppo Municipale. La figura della vivandiera infatti, sebbene non prevista dal regolamento, stando alle disposizioni del maestro di campo ha i medesimi doveri del rotellino, diventando così una figura addetta al controllo dell’ordine del proprio gruppo storico. Ma facciamo un passo indietro, per capire meglio la scelta storica di queste figure.

Il termine compare, nel lessico militare, solo alla fine del Settecento: con la spinta rivoluzionaria francese anche le donne erano chiamate a compiti ausiliari alle armate, poiché tutti gli uomini dovevano imbracciare un moschetto per respingere, a partire dal 1792, la Prima Coalizione. Diversamente, durante il medioevo gli eserciti si muovevano razziando i viveri nei luoghi dove si spostavano, a scapito degli sfortunati contadini del posto.

Tuttavia la necessità di dare maggiore risalto al ruolo della donna all’interno del corteo spinge oggi anche il Rione Nero a dotarsi di questa importante figura. Non è tanto una divisione “di genere”, ma la volontà di arricchire una passeggiata storica con costumi che diano risalto ai ruoli e che siano a loro volta evidenziati dal portamento – ovviamente differente – di un uomo o di una donna.

I priori della Confraternita della Croce

Chi ha ricostruito le vicende dell’Inquisizione faentina ha descritto, assieme al funzionamento del tribunale, tutto quanto stava attorno al “sistema inquisitorio”. A Faenza la prima sede di questo strumento di controllo delle anime fu la chiesa ed il convento di San Francesco: non stupisce infatti che gli ordini mendicanti, come i francescani e soprattutto i domenicani, si fossero fatti portatori di una nuova religiosità, fondata anche sulla repressione delle forme di eterodossia.

Accanto a questi conventi sorsero, in tutta Italia, confraternite e congregazioni laicali, addetti non solo all’ammonimento delle anime in odore di eresia, ma anche vero e proprio braccio armato degli inquisitori, pronti ad intervenire per stroncare chi non si fosse uniformato. È quanto afferma Francesco Lanzoni nel suo classico testo “la Controriforma a Faenza” del 1925, specificando che dal 1475 operava a Faenza una società o congregazione di Santa Croce. Tuttavia l’identità di questa congregazione resta per la città avvolta nel mistero, poiché la sua documentazione durante il periodo manfredo non è pervenuta. Possiamo però azzardare qualche considerazione.

Sappiamo infatti che Faenza, fin dal Duecento, fu un importante centro ereticale: Armanno Pungilupo, cataro ferrarese, racconta di un suo soggiorno a Rimini dove conobbe una donna di Faenza, Mirabella, anch’essa contagiata dalla nuova religione dualistica. Come successe poi per la diffusione del Protestantesimo a Faenza, è facile intuire come proprio la vicinanza ad una delle più grosse realtà catare (la chiesa di Bagnolo San Vito in provincia di Mantova) avesse fatto molti seguaci tra i Faentini. Ma non è tutto.

Erano anche molto diffuse pratiche “stregonesche” volte a propiziare – o a maledire – i propri nemici in tutti gli ambiti della vita. L’uso infatti di filtri o amuleti giunge sino ai giorni nostri, anche se per la città di Faenza è documentato un caso unico di un inquisito per stregoneria. Non una donna – come si potrebbe pensare – ma un uomo, o meglio un sacerdote. Don Domenico Tonini da Limisano (località presso Rocca San Casciano), che svolgeva il proprio ministero in Riolo Terme, fu infatti condotto davanti all’inquisitore generale a Faenza nel giugno del 1526, con l’accusa di fare “filtri” e pratiche stregonesche.

Lo accompagnano altri due inquisiti, Rosso da Brunoro, barbiere, e Filippo Calligari, notaio: questi poterono tornare alle loro case, mentre per don Domenico la condanna fu quella di essere murato vivo dentro la propria casa, e alla sua morte i beni, incamerati dall’Inquisizione, vennero alienati.

Purtroppo non abbiamo tracce di processi precedenti a questa data, ma facciamo attenzione: non si deve pensare che la mancanza di fonti sia sintomatica di una mancanza di eretici. Al contrario, si è calcolato che durante il periodo successivo alla riforma protestante (siamo poco dopo la fine della signoria manfreda) l’1% della popolazione faentina fosse stata sentita dall’inquisitore. Ovviamente questi fenomeni hanno una lenta maturazione, e nascono da più cause tra cui, un sedimentato senso di insofferenza verso la religione cattolica e la ricerca di pratiche alternative.

Fare rivivere dentro al corteo le figure dei priori della Compagnia della Croce significa non solo ricordare una lunga fase di eterodossia, ma dare corpo ad uno degli elementi più significativi della storia medievale e moderna, l’inquisizione.

 

Mattia Randi

per le immagini si ringrazia Giò foto

VIDEO / Niballo 2017 – Official Teaser

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Un video per entrare nel vivo delle competizioni del Niballo – Palio di Faenza. E’ stato presentato lunedì 22 maggio il video teaser ufficiale dell’edizione 2017 del Niballo, realizzato dalla redazione di Buonsenso@Faenza. Per la realizzazione si ringraziano Valentino Medori e Daniele Ravagli.

Contest Instagram: #niballoanchio2017 e sei tu il protagonista

foto instagram

Un Niballo per tutti, di tutti, con tutti. Vivi la storia da protagonista non è una semplice frase, ma uno stato. Il mese del Niballo è qui e ora. Oltre ad un sito rinnovato e al canale FB ufficiale @NiballoOfficial, la più importante rievocazione storica faentina arriva anche su Instagram (niballo_paliodifaenza) perché niente come un’immagine è in grado di convogliare le emozioni che si celano dietro ad un momento di vita vissuta. L’obiettivo è far sì che una comunità possa tradurre in immagini il significato del mese del Niballo, quando Faenza, notoriamente città d’arte ceramica, diventa la città dei cinque rioni, con la sana rivalità di una comunità nella comunità, con le sue cene propiziatorie, i suoi colori e i tipici suoni delle prove dei musici, che si sentono in lontananza quando si passa nei pressi dei rioni. I social media non come fine ma come modalità per veicolare contenuti e diffonderli ad un’intera comunità, un modo per accorciare le distanze e dare voce e immagini agli eventi in calendario.

Come funziona il contest fotografico #niballoanchio2017?

Il contest si aprirà il 23 maggio e si concluderà il 21 giugno. Gli esiti del contest verranno pubblicati sugli account FB e Instragram ufficiali della manifestazione il 22 giugno. In palio, due accessi per assistere al Palio del Niballo del 25 giugno allo stadio B. Neri. Due biglietti verranno attribuiti alla foto che riceverà più consensi dalla community e si tratterà perciò di un voto popolare. Altri due bigliettii mentre altri due accessi verranno assegnati come “premio di qualità” dalla redazione di BuonsensoFaenza, alla foto che sarà stata in grado di immortalare più delle altre, lo spirito del Palio di Faenza.

Per partecipare, basta seguire questi semplici passaggi:

1. Cerca su Instragram l’account niballo_paliodifaenza e cliccare Segui
2. Carica una o più foto che ritraggano i momenti più significati del mese che precede il palio del Niballo, utilizzando l’hashtag #niballoanchio2017 e taggando nella foto @niballo_paliodifaenza
3. Controlla le pagine social ufficiali il 22 giugno, il più votato, potresti essere tu.

Tradizione e innovazione: ecco il Niballo 2017

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Un Niballo a cavallo fra tradizione e innovazione: questa la principale novità della 61^ edizione del Niballo – Palio di Faenza 2017. Ai classici appuntamenti in programma, che riempiranno i pomeriggi e le serate faentine a partire dal prossimo 29 maggio, si aggiungeranno quest’anno anche una serie di novità sul web. La prima fra queste è l’aggiornamento del sito internet, www.paliodifaenza.it, che garantirà una visione più interattiva e aggiornata del Mondo Palio. Oltre alle dirette streaming delle manifestazioni più importanti in calendario, si aggiungeranno contenuti di approfondimento sulla rievocazione storica e un’area news per restare sempre aggiornati su quanto accade. Il Niballo 2017 diventa così un Niballo 2.0 capace di raccontare le sue diverse sfaccettature a un’ampia fascia di pubblico: dai giovani agli appassionati di rievocazioni storiche, dai tifosi rionali ai turisti e curiosi desiderosi di conoscere e vivere “l’esperienza del Niballo”.

Sito web, contest fotografico e canale Facebook

Un Niballo che sbarca sui social: oltre al nuovo sito web un’altra novità sarà l’apertura di due canali social ufficiali, nello specifico la pagina FB @NiballoOfficial e l’account Instagram @niballo_paliodifaenza. In particolare Instagram, per antonomasia il canale giovane e visual, raccoglierà la galleria fotografica delle immagini più significative ed emozionanti del mese del Niballo. Per l’occasione, verrà anche istituito un contest fotografico a cui tutti potranno partecipare dando il proprio contributo, con testimonianze dei momenti clou della vita rionale, ma anche immagini della città e dei protagonisti del mese del Niballo. Per i vincitori il premio consisterà in biglietti per assistere al Palio del 25 giugno: due biglietti verranno attribuiti alla foto che riceverà più consensi dalla community e si tratterà perciò di un voto popolare, ed altri due verranno invece assegnati come “premio qualità” dalla giuria, alla foto che sarà stata in grado di immortalare più delle altre, con un alto livello qualitativo, lo spirito del Palio di Faenza. L’obiettivo è quello di avvicinare anche le fasce più giovani alla magia del Niballo.

Domenica 25 verrà assegnato il Palio del Niballo

Giostre, gare delle bandiere, settimane rionali ricche di appuntamenti: il programma delle manifestazioni del Niballo resta ovviamente quello di una consolidata tradizione. Dopo la Donazione dei Ceri che si è svolta in Cattedrale sabato 13 maggio scorso, gli eventi sportivi che vedranno sfidarsi i cinque Rioni di Faenza (Borgo Durbecco, Rione Giallo, Rione Nero, Rione Rosso, Rione Verde) prenderanno il via domenica 4 giugno con il Torneo Giovanissimi Alfieri Bandieranti in piazza del Popolo a partire dalle 16.00, e alle 21.00 si proseguirà con il Giuramento dei cavalieri partecipanti alla Bigorda d’Oro e la gara delle bandiere a coppie. Sabato 10 giugno il corteo storico della Bigorda partirà da piazza del Popolo alle ore 19.00, mentre alle ore 21.00 si darà il via alla giostra allo stadio Bruno Neri.

Sabato 17 giugno il Torneo Alfieri Bandieranti e Musici in piazza del Popolo avrà inizio alle ore 20.30, mentre domenica 18 giugno alle ore 21.00, sempre in piazza, si terrà il Giuramento dei cavalieri del Niballo e, a seguire, la caratteristica gara della Coppia. Infine, momento clou del mese del Palio è la Giostra del Niballo, il cui corteo storico partirà alle ore 16.00 di domenica 25 giugno da piazza del Popolo per arrivare allo stadio Bruno Neri, dove la sfida tra i cinque cavalieri dei Rioni inizierà alle ore 18.00. Il vincitore conquisterà il drappo realizzato per l’edizione 2017 dall’artista Enrico Zambianchi.