Torneo di dodgeball al rione Nero: stravince ancora l’Handball Faenza

Handball Faenza

Schiva, prendi e… tira: queste le parole chiave per riuscire a vincere sugli avversari, e i sei giocatori della Handball Faenza sono riusciti a metterle in pratica al meglio. Si è concluso con la loro netta vittoria la quinta edizione del torneo del Pino Nero, disputatosi lunedì 12 e martedì 13 giugno nella sede del Rione Nero in via della Croce, l’evento si è svolto nel corso della tradizionale settimana delle bandiere. Una due giorni all’insegna di uno sport alternativo che ha messo di fronte sette squadre all’interno del campo da gioco “costruito” per l’occasione. Rullo compressore del torneo la squadra di pallamano faentina, capaci di vincere tutte le partite del torneo sconfiggendo in finale la squadra degli E-motivo per 3-0, giovani volontari di Emergency. Per la squadra di Handball si tratta di una riconferma dopo il successo del 2016.

Sport protagonista al rione. Dopo i tornei di basket e baskin, il rione di Porta Ravegnana conferma di puntare forte sullo sport per coinvolgere le persone alle attività rionali: la settimana prossima andrà in scena la staffetta.

Il dodgeball: le regole di base

Diventato famoso anche grazie al film “Palle al balzo” con Ben Stiller, il dodgeball (letteralmente palla schivata) è uno sport di squadra nato come evoluzione agonistica della comune palla prigioniera che tanto appassiona i ragazzi durante i campi estivi. Solitamente si gioca in sei contro sei, con tre palloni. A inizio partita i palloni sono situati al centro della “dead zone”, fascia di 60 cm che divide le due aree di gioco, equamente distanziate; i giocatori invece sono fermi dietro la propria linea di fondocampo, pronti a partire quando l’arbitro fischia l’inizio della partita per accaparrarsi il maggior numero di palloni prima degli avversari. Il numero di giocatori che possono correre per aggiudicarsi un pallone è pari al numero dei palloni in campo. I restanti giocatori entrano in campo al seguito del fischio di inizio. L’obiettivo del gioco è quello di eliminare tutti i giocatori della squadra avversaria, o terminare il gioco con un numero di giocatori in campo maggiore rispetto la squadra avversaria.

Il dodgeball in Italia

Nel 2007 il Csi, ha importato in Italia il gioco del Dodgeball, e a Ravenna è stato strutturato nel 2007/08 il primo vero e proprio campionato a squadre per la categoria Promoter. Nel 2011 è nata l’Associazione Italiana Dodgeball. Dei tornei di dodgeball sono stati svolti in città come Torino, Napoli e Ancona, e dal 2015 anche in Toscana. In quest’ultima regione, si svolgono dei veri e propri campionati regionali. Una volta l’anno si tiene il torneo nazionale. Nel contempo si svolgono campionati regionali. Nel novembre del 2016 parte il primo campionato italiano di dodgeball.

Basket (e baskin) in scena al rione Nero per la settimana della Bigorda

Prima si gioca e poi… terzo tempo nelle cucine rionali. La settimana della Bigorda al rione Nero (via Della Croce, 14) sarà all’insegna – oltre che della tradizionale cucina romagnola – anche dello sport, con tornei di basket e baskin che animeranno il rione di Porta Ravegnana. In particolare lunedì 5 giugno alle ore 19 si terrà il triangolare di baskin, disciplina in forte crescita nel nostro territorio capace di unire veramente tutti in un campo da gioco: lo sport è infatti ispirato al basket per far giocare assieme persone con disabilità e non.

Per quanto riguarda il torneo di basket, martedì 6 e mercoledì 7 giugno si terranno le fasi eliminatorie (inizio ore 18) mentre venerdì 8 giugno si disputeranno le fasi finali della competizione (sempre alle ore 18).

E dopo le partite… si cena tutti assieme!

Non solo sport: tutte le sere da lunedì 5 a giovedì 8 giugno si potrà cenare all’Hostaria del Pino Nero dove si potrà gustare un’ampia gamma di piatti tra cui: un’ampia varietà di bruschette, primi piatti preparati a mano dalle sfogline di via della Croce, secondi preparati al momento dai “cicciai” e altre prelibatezze. Come da tradizione, la serata di venerdì 9 giugno sarà dedicata alla cena propiziatoria della Bigorda d’Oro: un titolo che il rione di Porta Ravegnana cercherà di difendere dopo il successo dello scorso anno con Matteo Tabanelli.

Per informazioni: 0546 681385.

Vivandiere e Priori della Confraternita della Croce: le nuove figure del rione Nero

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Davanti a un folto gruppo di giornalisti, rionali e semplici appassionati, durante la conferenza stampa riguardo all’edizione 2017 del Palio del Niballo, il Rione Nero ha presentato due nuove figure del corteo storico: le vivandiere e i priori della Confraternita della Croce. Continua così il rinnovamento dei costumi della sfilata storica, volto a dare maggiore risalto alle peculiarità del proprio rione. Dopo la presentazione delle figure che il rione di porta Ravegnana metterà nella sfilata del Palio del Niballo 2017, analizziamo dal punto di vista storico questi personaggi.

Le vivandiere

Addetto a “condurre la compara e mantenere l’ordine” è il rotellino (come previsto esplicitamente dal regolamento organizzativo), figura introdotta nel 1988 sul modello del palio di Siena. Da alcuni anni a questa parte si è però avvertita la necessità di introdurre non solo una figura maschile, ma anche una femminile con i medesimi compiti e doveri. Il primo fu il Rione Verde, che nel 2007 presentò la proposta di creare un nuovo costume, coniugando la necessità di dare da bere ai figuranti con boccali e bicchieri di ceramica, anziché in plastica, lungo il corteo. Seguì nel 2011 il Gruppo Municipale. La figura della vivandiera infatti, sebbene non prevista dal regolamento, stando alle disposizioni del maestro di campo ha i medesimi doveri del rotellino, diventando così una figura addetta al controllo dell’ordine del proprio gruppo storico. Ma facciamo un passo indietro, per capire meglio la scelta storica di queste figure.

Il termine compare, nel lessico militare, solo alla fine del Settecento: con la spinta rivoluzionaria francese anche le donne erano chiamate a compiti ausiliari alle armate, poiché tutti gli uomini dovevano imbracciare un moschetto per respingere, a partire dal 1792, la Prima Coalizione. Diversamente, durante il medioevo gli eserciti si muovevano razziando i viveri nei luoghi dove si spostavano, a scapito degli sfortunati contadini del posto.

Tuttavia la necessità di dare maggiore risalto al ruolo della donna all’interno del corteo spinge oggi anche il Rione Nero a dotarsi di questa importante figura. Non è tanto una divisione “di genere”, ma la volontà di arricchire una passeggiata storica con costumi che diano risalto ai ruoli e che siano a loro volta evidenziati dal portamento – ovviamente differente – di un uomo o di una donna.

I priori della Confraternita della Croce

Chi ha ricostruito le vicende dell’Inquisizione faentina ha descritto, assieme al funzionamento del tribunale, tutto quanto stava attorno al “sistema inquisitorio”. A Faenza la prima sede di questo strumento di controllo delle anime fu la chiesa ed il convento di San Francesco: non stupisce infatti che gli ordini mendicanti, come i francescani e soprattutto i domenicani, si fossero fatti portatori di una nuova religiosità, fondata anche sulla repressione delle forme di eterodossia.

Accanto a questi conventi sorsero, in tutta Italia, confraternite e congregazioni laicali, addetti non solo all’ammonimento delle anime in odore di eresia, ma anche vero e proprio braccio armato degli inquisitori, pronti ad intervenire per stroncare chi non si fosse uniformato. È quanto afferma Francesco Lanzoni nel suo classico testo “la Controriforma a Faenza” del 1925, specificando che dal 1475 operava a Faenza una società o congregazione di Santa Croce. Tuttavia l’identità di questa congregazione resta per la città avvolta nel mistero, poiché la sua documentazione durante il periodo manfredo non è pervenuta. Possiamo però azzardare qualche considerazione.

Sappiamo infatti che Faenza, fin dal Duecento, fu un importante centro ereticale: Armanno Pungilupo, cataro ferrarese, racconta di un suo soggiorno a Rimini dove conobbe una donna di Faenza, Mirabella, anch’essa contagiata dalla nuova religione dualistica. Come successe poi per la diffusione del Protestantesimo a Faenza, è facile intuire come proprio la vicinanza ad una delle più grosse realtà catare (la chiesa di Bagnolo San Vito in provincia di Mantova) avesse fatto molti seguaci tra i Faentini. Ma non è tutto.

Erano anche molto diffuse pratiche “stregonesche” volte a propiziare – o a maledire – i propri nemici in tutti gli ambiti della vita. L’uso infatti di filtri o amuleti giunge sino ai giorni nostri, anche se per la città di Faenza è documentato un caso unico di un inquisito per stregoneria. Non una donna – come si potrebbe pensare – ma un uomo, o meglio un sacerdote. Don Domenico Tonini da Limisano (località presso Rocca San Casciano), che svolgeva il proprio ministero in Riolo Terme, fu infatti condotto davanti all’inquisitore generale a Faenza nel giugno del 1526, con l’accusa di fare “filtri” e pratiche stregonesche.

Lo accompagnano altri due inquisiti, Rosso da Brunoro, barbiere, e Filippo Calligari, notaio: questi poterono tornare alle loro case, mentre per don Domenico la condanna fu quella di essere murato vivo dentro la propria casa, e alla sua morte i beni, incamerati dall’Inquisizione, vennero alienati.

Purtroppo non abbiamo tracce di processi precedenti a questa data, ma facciamo attenzione: non si deve pensare che la mancanza di fonti sia sintomatica di una mancanza di eretici. Al contrario, si è calcolato che durante il periodo successivo alla riforma protestante (siamo poco dopo la fine della signoria manfreda) l’1% della popolazione faentina fosse stata sentita dall’inquisitore. Ovviamente questi fenomeni hanno una lenta maturazione, e nascono da più cause tra cui, un sedimentato senso di insofferenza verso la religione cattolica e la ricerca di pratiche alternative.

Fare rivivere dentro al corteo le figure dei priori della Compagnia della Croce significa non solo ricordare una lunga fase di eterodossia, ma dare corpo ad uno degli elementi più significativi della storia medievale e moderna, l’inquisizione.

 

Mattia Randi

per le immagini si ringrazia Giò foto

Nazionali Fisb: bene gli sbandieratori faentini, Niballo secondo in combinata

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Successo nella piccola squadra, secondo posto nella grande squadra, a cui si aggiungono buoni piazzamenti sia nella coppia sia nel singolo. Grande prestazione degli alfieri bandieranti e musici del Niballo – Palio di Faenza ai Campionati italiani sbandieratori e musici svoltisi nel fine settimana a Bra (Cuneo). La trentaseiesima edizione della “Tenzone Aurea” ha visto la partecipazione di oltre 800 atleti, in rappresentanza di venti gruppi provenienti da tutta Italia. A suggellare l’ottima prestazione degli sbandieratori faentini il secondo posto finale dell’Ente Palio di Faenza nella combinata.

Fisb: vittoria del rione Nero nella piccola squadra

Gli sbandieratori del rione Nero – Paolo Emiliani, Enrico Emiliani, Rodrigo Ceroni, Manuel Galtieri, Francesco Santandrea e Fabrizio Mingo – si sono aggiudicati la finale della piccola squadra, bissando così il successo di Ferrara nei campionati dello scorso anno, precedendo nell’ordine gli sbandieratori del Palio dei Micci di Querceta (Lucca) e dell’Ente Palio Città di Ferrara. Nella stessa disciplina, inoltre, brillante quarto posto per gli sbandieratori del rione Verde (Francesco D’Eusanio, Luca D’Eusanio, Luca Facchini, Filippo Rossi, Massimiliano Rossi e Luca Santandrea). Primo posto per i faentini anche nella coreografica, disciplina abbinata alla gara della grande squadra e musici.

Secondo posto nella grande squadra, bene i singoli

Il Rione Nero sfiora il successo anche nella grande squadra, dove si sono fermati solo al secondo posto alle spalle dei musici e sbandieratori di Città Murata – Montagnana (Pd), con gli sbandieratori Paolo Emiliani, Rodrigo Ceroni, Enrico Emiliani, Francesco Santandrea, Manuel Galtieri, Fabrizio Mingo, Alberto Morini, Andrea Casadio, Luca Senni, Giacomo Fabbri, Sante Savino, Luca Monducci; musici: Martina Bonomo, Damiano Ceroni, Mattia Ricci, Francesco Laderchi, Alessandro Lotti, Michela Barnabè, Mirka Pasi, Tania Rossi, Leonardo Samorì, Lorenzo Sansavini, Lugendo Mussa Bagnoli, Cinzia Bandini, Vanessa Gottelli, Michela Lotti, Giulia Marini, Matteo Montanari, Alessandro Montuschi, Monica Arduini, Federico Laghi, Marta Cornacchia. Da segnalare, inoltre, nel singolo, il quarto posto dello sbandieratore del rione Rosso Raffaele Rampino jr e il sesto di Paolo Emiliani (rione Nero).

Combinata: migliorato il terzo posto di Ferrara 2015

Nella specialità Fisb della coppia quinto posto per gli sbandieratori del rione Nero Paolo Emiliani e Rodrigo Ceroni, mentre quelli del rione Verde (Filippo Rossi e Massimiliano Rossi) si sono piazzati al 14° posto. In virtù di questi risultati gli alfieri bandieranti e musici del Niballo-Palio di Faenza si sono così piazzati al secondo posto nella classifica della combinata, alle spalle di Città Murata, migliorando il terzo posto conseguito lo scorso anno a Ferrara.