La decorazione “Vasellame amatorio”

Verso la fine del XV secolo si sviluppò nelle botteghe ceramiche di Faenza il cosiddetto “vasellame amatorio”. Si tratta in prevalenza di vasellame (coppe, piatti e boccali), dipinto con simboli d’amore e fedeltà e usato per consacrare unioni matrimoniali.
Queste stoviglie erano legate alle usanze di bere dalla stessa coppa per celebrare la comunione di vita di due sposi o di offrire confetti agli invitati al termine delle nozze.
Tipico simbolo amatorio del Rinascimento è il “cuore” in diverse varianti, dal cuore che arde d’amore al cuore che soffre sanguinante o trafitto da frecce. Tra i manufatti custoditi al MIC di Faenza eccelle il frammento della coppa nuziale di Galeotto Manfredi, signore di Faenza e Francesca Bentivoglio figlia di Giovanni II Bentivoglio, Signore di
Bologna, realizzata intorno al 1482. Oltre alla presenza degli stemmi delle famiglie sono rappresentati due mezzi cuori uniti insieme da un dardo, attributo emblematico della passione amorosa e dell’amore cortese in voga all’epoca.
Altre tematiche amatorie ricorrenti sono le due mani che si stringono in segno di unione e fedeltà, il coniglio evocativo della fertilità, il cane simbolo di fedeltà e lealtà, oltre alle “belle donne”, accompagnate da un nastro svolazzante con il nome dell’amata e spesso l’aggettivo “bela”.

Condividi, scegli la piattaforma!