L’importanza di fare gruppo. Intervista a Damiano Tinelli, ex atleta del Rione Nero

Mercoledì sera mentre gli atleti del Gruppo Musici e sbandieratori Rione Nero si preparavano per la loro prova ufficiale in piazza, abbiamo avuto una piacevole chiacchierata con Damiano Tinelli, un loro ex collega, che ancora oggi però, con un legame che dura da trent’anni al Rione di Porta Ravegnana, segue le attività del gruppo e li sostiene.

 

Da quanto tempo hai a che fare con il gruppo musici e sbandieratori del Rione Nero?

Sono entrato nel gruppo a metà degli anni Ottanta, chiudendo con l’ultima gara nel 2008; ora sono semplicemente un rionale che segue con passione da vicino le attività del gruppo.

Qual è il ricordo più bello che hai della tua esperienza rionale?

Ce ne sono diversi, molti sicuramente legati al mio periodo; per esempio la prima vittoria del gruppo musici del nero nel 1992, piuttosto che la vittoria nella gara della coppia del 2001, che mancava da 19 anni, ma …. che gioia le vittorie di questo gruppo negli ultimi anni!!!!

La gara più bella?

Potrebbe potenzialmente essere la coppia del 2001, con l’aggiunta della vittoria personale come miglior tamburino.

Come si motiva la squadra a fare sempre meglio?

Non c’è bisogno di accorgimenti particolari, perché quando gli atleti arrivano a ridosso delle gare automaticamente mettersi il costume per una prova o venire in piazza per le prove ufficiali, sono già motivi di carica per tutti i ragazzi. Forse la carica maggiore è trovarsi tutti insieme, essere puntuali e precisi e con “la testa collegata”, per fare quello che si è provato e studiato e per cui si è lavorato per tutto l’anno.

Come si affrontano i momenti critici all’interno di un gruppo rionale, in particolare nel Rione Nero?

Facendo gruppo: mettendosi a sedere e confrontandosi in maniera intelligente per cercare di capire dove si sta sbagliando e migliorare. Questi momenti ci sono, ma si superano, stando insieme, parlando e anche vivendo insieme nel Rione tutto l’anno.  Tutto questo certamente servirà a calarsi nella parte più tecnica e specifica e quindi affrontare le difficoltà quando si presenteranno.

Qual è il miglior consiglio che ti abbiano mai dato o che tu abbia mai dato?

C’è una cosa che vale per tutti: fare quello per cui si è lavorato tutto l’anno e portarlo a termine il giorno della gara, con tutta la puntualità e precisione utilizzate per prepararsi in maniera corretta nell’arco dei mesi precedenti. Questo è il consiglio migliore che personalmente ho ricevuto, e che i ragazzi oggi ricevono. Quindi, “stare lì con la testa”, ma semplicemente perché se hai provato bene alla fine quello che deve succedere succede.

Fai un augurio agli sbandieratori / ai musici del Rione Nero.

Più che un augurio, un auspicio: che vada come abbiamo pensato che debba andare.

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