Bigorda 2018: il commento di Mario Giacomoni

Avevamo pronosticato una giostra “divertente” e lo è stata, non per tutti naturalmente, ma per il pubblico sicuramente sì: venti scudi assegnati sulle venti tornate e in Bigorda mica sempre succede. Molte sfide con grande equilibrio, risolte sui millesimi.

Un binomio dominate, quello del Giallo, Manuel Timoncini su Silver Wash, anche se inizialmente sembrava il Verde a dare l’impressione di voler mettere il sigillo sulla serata. Alla prima sfida infatti è proprio Nicolas Billi, sul potente Nodiu de Ureco, a piazzare un gran bel tempo (12.502) che rimarrà il migliore di tutta la tenzone ed al momento lo è anche della “stagione manfreda 2018”; nulla da fare per lo sfidante, il giovanissimo e debuttante alfiere del Borgo Tommaso Suadoni, che in sella all’altrettanto “giovane e debuttante” Lulù do Zambra riesce a trovare uno scudo solo alla quarta e proprio sull’errore al bersaglio di Timoncini del Giallo che lo aveva anticipato “a paletti”. Il risultato dopo le prime tornate vede questa classifica: Borgo 1, Verde 1, Nero 1, Giallo 0, Rosso 1.

Quando Messer Nicolas entra in campo per la seconda serie di sfide i cuori dei rionali di Porta Montanara già anelano ad una serata diversa da quelle degli ultimi anni. Ne vince tre su quattro, perdendo solo col Giallo. Manuel Timoncini piazza un altro tempone (12.563), in questa “categoria” praticamente imbattibile per chi viene da sinistra, ma è proprio sui tempi e sull’impressione visiva che già si nota qualcosa che non quadra, Nodiu si sta “spegnendo” troppo presto, pur avendo disputato in solitario la terza sua sfida contro un Rosso che non entra nella gabbia, batte il Borgo di un’inezia… sì, c’è qualcosa che non torna. Dopo la seconda serie di sfide la classifica vede: Borgo 1, Verde 4, Nero 1, Giallo 1, Rosso 1.

Messer Daniele Maretti merita il plauso di tutto il mondo rionale anche solo per entrare qui dentro stasera, dopo otto anni che non monta a cavallo e soli “cinque giorni” di preparazione. Certo ha una cavallina decisamente affidabile (Goodbaye Kiss), ma lui ci mette molto del suo e a bersaglio “ci va”, eccome se ci va… in una serie di tornate dove i tempi risultano decisamente alti e dove spicca il solito Giallo (12.741 da sfidato) quello che si avverte, ora in maniera più netta, è l’incapacità di Nosiu del Verde di recuperare fra una tornata e l’altra… e stavolta veniva dalle “tre di riposo”. Il Nero conquista due scudi su quattro. Dopo la terza serie di tornate: Borgo 2, Verde 4, Nero 3, Giallo 2, Rosso 1.

Quarta serie, entra il Giallo che vince subito una sfida decisiva, quella col Rosso. A seguire non ce n’è per nessuno nemmeno nelle altre tre. Alla sedicesima tornata la Bigorda è del Rione Giallo, matematicamente nessuno lo può più raggiungere… e in questa serata direi proprio che “manco” possano arrivargli vicino. La classifica recita ora: Borgo 2, Verde 4, Nero 3, Giallo 6, Rosso 1.

Entra Messer Matteo Gianelli su Shock Wave per l’ultima serie di sfide. Una serata cominciata male per lui, con un “liscio” già nella tornata di prova… proseguita peggio, con la cavalla che “sfonda” la chiusura posteriore o cerca di rigirasi dentro la gabbia. Battuto dal Borgo, poi primo su un ormai inconsistente Verde. Arriva prima e “liscia” col Nero e perde dignitosamente da un Giallo che piazza lì un ultimo 12.596, tanto per chiudere in bellezza. La Bigorda 2018 si chiude con questa classifica: Borgo 3, Verde 4, Nero 4, Giallo 7, Rosso 2.

Venti scudi su venti assegnati, come prima scrivevamo. Onore al Rione Giallo vincitore e al suo campione Manuel Timoncini. E ora via che non ci sarà nemmeno il tempo di respirare, domani sera iniziano le prove del Niballo che di Faenza è il Palio

Mario Giacomoni

Foto: Ideefoto Giò

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