Manifestazioni del Niballo 2021: aggiornamenti dal Comitato Palio

Faenza

Il Comitato Palio, riunitosi in videoconferenza nella serata del 26 gennaio, pur nella consapevolezza delle difficoltà di programmazione connesse alla situazione pandemica in atto, ha espresso per l’anno 2021 la volontà assoluta di svolgere gli appuntamenti del programma istituzionale del Niballo Palio di Faenza, mantenendo se possibile il calendario tradizionale delle attività e riservandosi di definire a stretto giro date alternative a quelle tradizionali del mese di giugno per lo svolgimento delle manifestazioni.

In virtù del profondo significato aggregativo e sociale che la manifestazione ricopre per la città ed in seguito al vuoto lasciato dagli appuntamenti annullati nell’edizione 2020, il Comitato ha assunto all’unanimità tale decisione e si è aggiornato per poter definire un preciso calendario 2021 di riferimento, che verrà comunicato nelle prossime settimane e col quale poi ci si confronterà in corso d’anno, in base all’evoluzione della situazione pandemica e vaccinale, che si auspica positiva

Il drappo 2020 del Niballo Palio di Faenza: l’artista Marco Casadei racconta il suo S. Pietro

Le manifestazioni del Niballo Palio di Faenza 2020 sono state annullate a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, determinando l’impossibilità di assegnare il drappo che ogni anno viene consegnato dal Vescovo sul sagrato della Cattedrale al cavaliere del rione vincitore della competizione. A celebrazione della bellezza e dell’importanza che il Palio ricopre per la città, a partire dallo scorso 28 giugno (data in cui si sarebbe dovuta disputare la giostra presso lo Stadio B. Neri) l’Amministrazione comunale ha attivato presso via Pistocchi una mostra fotografica dedicata alle figure del corteo storico a cura del fotografo faentino Francesco Bondi. Accanto alle immagini, è esposto al pubblico anche il drappo dipinto dall’artista Marco Casadei che avrebbe dovuto essere assegnato al Rione vincitore della giostra di quest’anno. Abbiamo chiesto all’artista di raccontarci il suo lavoro e le ispirazioni che stannodietro a questo simbolo unico per la città manfreda.

L’effigie di San Pietro secondo l’artista: da uomo a combattivo fondatore della Chiesa

Il drappo 2020

“Sovente San Pietro è stato rappresentato nella sua veste di uomo: spesso un pescatore, una figura umile, con i suoi conflitti interiori o le sue debolezze”, spiega l’artista. “Io invece, in questo drappo realizzato per il Palio di Faenza, ho voluto dare un’interpretazione meno usuale della figura di Pietro, esaltandone il carattere combattivo e l’importanza che questo è stato chiamato ad avere con il suo ruolo di fondatore della Chiesa. Per questo l’ho voluto rappresentare in forma allegorica in cui l’apostolo non veste più i panni di uomo umile, ma indossa la mozzetta e porta sul capo la mitra. Queste vesti vogliono simboleggiare il suo ruolo di primo vescovo di Roma e quindi primo Papa; nella mano sinistra tiene le chiavi, anziché impugnare il pastorale e questo, impone al corpo, un movimento in avanti sottolineando il carattere combattivo del santo, che è posto in primo piano e in controluce”.

Davanti a lui è citata la “Cattedra di San Pietro” – la macchina barocca progettata dal Bernini per l’abside della basilica vaticana- oltre che per il valore simbolico (essa contiene la reliquia della cattedra in legno su cui, secondo la tradizione medioevale, l’apostolo Pietro sedeva per istruire i cristiani), soprattutto per i suoi aspetti formali e scenografici. Nella zona centrale, dove è collocato lo Spirito Santo simboleggiato da una colomba, si irradia la luce che, come in un’esplosione, investe le nuvole, gli angeli e tutto ciò che vi orbita attorno.

La rilettura del drappo alla luce dell’emergenza sanitaria

L’artista ha voluto inserire all’interno della composizione un piccolo riferimento alla città di Faenza, anch’essa investita dalla luce. Si tratta di un bagliore che vuole simboleggiare positività e salvezza, “due aspetti che adesso, in questo sfortunato anno segnato dall’emergenza sanitaria – spiega Casadei – sono ancora più carichi di significato. Su quest’ultimo aspetto mi sento di spendere due parole: io non sono di Faenza e anche se abito a pochi chilometri di distanza, a Piangipane, non avevo mai visto disputare il Palio. L’anno scorso, per la prima volta, mi è capitato di assistere alla sua celebrazione, una rievocazione storica di grande impatto come mai avevo visto prima di allora. Ho percepito l’enorme valore che questo avvenimento ha per la città e comprendo il dispiacere dei faentini (e non solo dei faentini) di non poter vedere disputare il Palio quest’anno, a causa del Covid-19”.

Quel futuro per il drappo 2020? Sull’argomento questo il commento di Casadei: “ho assistito da esterno all’iter che ha portato a questa scelta sofferta e, come è naturale che sia, in questa situazione inedita, mi sono reso disponibile a dare l’unico contributo a mia disposizione verso la città di Faenza, quello cioè di modificare e adeguare il drappo all’anno 2021, in modo che possa essere utilizzato per la prossima edizione del Palio, col desiderio, anch’io, di poterlo vedere nel suo contesto naturale per cui è stato studiato: quello di premio per il Rione vincitore della 64esima edizione del Niballo Palio di Faenza.”

Marco Casadei: chi è l’artista del drappo 2020

Dopo essersi diplomato nel 1994 in Decorazione Pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte di Forlì, segue il corso di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna diplomandosi nel 2000 con voto 110 su 110 con lode, presentando la tesi

L’artista Marco Casadei

“Ferdinando Bibiena e l’identificazione dello spazio reale con lo spazio virtuale”. Nel 2001 frequenta il “Corso Professionale per tecnici di allestimento teatrale” presso il Teatro Sociale di Rovigo istituito dalla Regione Veneto. Nel 2006 consegue il diploma biennale di secondo livello ad indirizzo didattico classe 18/A, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1993 svolge attività espositiva in ambito pittorico, in mostre collettive e personali, a cui affianca, dal 1998, la realizzazione di apparati espositivi (“I Bibiena, una famiglia europea”, tenutasi nel 2000 presso la pinacoteca di Bologna; “L’antichità del mondo, Fossili, Alfabeti e Rovine” tenutasi nel 2002 a palazzo Poggi, Musei Universitari di Bologna) e l’attività di scenografo e scenotecnico, principalmente per l’allestimento di opere liriche per teatri e istituzioni, in particolare, dal 2002 al 2003 opera presso il Teatro Comunale G. Borgatti di Cento (FE). Dal 2005 al 2006 collabora in veste di assistente scenografo alla realizzazione del film “Il germe del melograno”  per la regia di Silvana Strocchi. Collabora inoltre come scenografo e scenotecnico con diverse compagnie di teatro di prosa, tra cui, dal 1996 al 1999, la compagnia di teatro di figura “Il Serafino” di Gambettola (FC) e nel 2003 con “I Commedanti della Pieve” di Pieve di Cento (BO).

Niballo 2020: le decisioni del Comitato Palio rispetto allo svolgimento delle manifestazioni

COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato Palio, riunitosi il 10 aprile in videoconferenza e dopo approfondite valutazioni, ha unanimemente deciso di non annullare le manifestazioni del Niballo Palio di Faenza previste per quest’anno.

Sulla base dell’evoluzione che assumerà l’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 e nel pieno rispetto delle conseguenti misure di contenimento decise dalle Istituzioni, si è valutato un possibile slittamento delle manifestazioni – in particolare le gare delle Bandiere, Bigorda d’Oro e Palio del Niballo – nella tarda estate, fra fine agosto e le prime settimane di settembre.

L’ipotesi – in particolare rispetto alla possibilità di svolgere le manifestazioni nelle forme consuete e con la partecipazione della cittadinanza – sarà oggetto di ulteriori valutazioni da parte del Comitato Palio ad inizio giugno, nel rispetto delle prescrizioni date dalle autorità.

Nel momento in cui sarà possibile consolidare la fattibilità dell’ipotesi di spostamento delle manifestazioni, sarà cura dell’ Amministrazione comunale definire i necessari accordi con il Faenza Calcio e la Cooperativa dei Manfredi per l’utilizzo dello stadio comunale “Bruno Neri”.

Niballo – Palio di Faenza: cade il vincolo dei cavalieri

cavalieri giostra

Una svolta epocale nella storia del Niballo – Palio di Faenza: cade il vincolo a vita dei Cavalieri! Una decisione storica che è frutto di mesi di confronti all’interno del Comitato Palio, attento, in tutte le sue componenti, a conservare i valori fondamentali che da sempre caratterizzano questa manifestazione, come per esempio il legame identitario tra il Cavaliere e il proprio Rione, alla luce però della necessità di rinnovare le regole della giostra per permettere di tenere alto il livello di eccellenza della scuola equestre faentina.

La giostra del Niballo, affermatasi negli anni come una delle più spettacolari e avvincenti d’Italia, vuole così proiettarsi nel futuro dimostrando di saper innovare la propria tradizione per continuare a essere un punto di riferimento nazionale. Cambiano le regole, ma non cambiano le parole chiave che da sempre caratterizzano questa giostra storica: un viaggio nel tempo fatto di sfide appassionanti, gare spettacolari e corse che valgono un anno di sacrifici.

La nuova norma, che a partire dal 2023 considererà sullo stesso piano la giostra del Niballo e la Bigorda d’oro, prevede che il Cavaliere che abbia corso queste giostre storiche per un Rione dovrà aspettare un periodo di cinque anni dalla sua ultima corsa prima di poter gareggiare nuovamente per un altro Rione. Questo periodo potrà essere ridotto fino a un anno in caso di rilascio di un apposito nulla osta da parte del Rione dove il cavaliere ha partecipato alla sua ultima corsa.

In questo modo si consentirà ai Cavalieri faentini, tra i più bravi e tecnici d’Italia, di continuare a correre il Niballo regalando nuove imprese in questa competizione. Allo stesso tempo verrà tutelato anche il Rione di originaria provenienza tramite la previsione del riconoscimento dell’investimento formativo a favore del Rione in cui il Cavaliere si è formato. Un scelta consapevole e coraggiosa, quella del Comitato Palio, per garantire anche alle future generazioni un Niballo capace di regalare emozioni e sfide appassionanti.

Palio 2019: il commento di Mario Giacomoni

Cominciamo dalla fine: alla 17^ tornata il Rione Rosso perde dal Verde e consegna il Palio 2019 al Nero. Matteo Tabanelli rientra sulla pista alla 19^ tornata, batte anche il Rosso e chiude il suo Niballo da vincitore con sette scudi. Messer Matteo è già sotto la sua curva quando chiamano l’ultima, inutile tornata, che vede il Rosso sfidare il Giallo, ed è “apoteosi nera” al Bruno Neri.

Tabanelli da 10

Quello tra Matteo Tabanelli e la debuttante Kelly in Black è un binomio perfetto (voto 10), perde solo con il Giallo che viene da destra in 12.387. Sono stati eccellenti per Porta Ravegnana anche gli uomini a terra che lavorano con estrema serenità attorno alla giovane cavalla purosangue: fantastica questa cavallina, di quattro anni, che sembra una consumata veterana. Che altro dire se non complimenti ai ragazzi, bravissimi.

Bene il debuttante Nicolas Billi

Il risultato della giostrata è questo: sette scudi al Nero, quattro al Giallo, tre a testa per Rosso e Verde, due al Borgo Durbecco. Detto questo e del campione, vediamo un pochino gli altri. Buon debutto per Nicolas Billi del Rione Verde (6,5), il cavallino Guaderiann si sapeva non essere velocissimo, ma estremamente corretto… un errore iniziale, seguito da una condotta di gara ineccepibile. Se ne riparla fra un anno, quando ambedue avranno fatto la loro brava esperienza.

Chi ha deluso

E adesso tocca a noi: fra slarghi, lisci e robacce varie, annotiamo un nullo e altri cinque errori a bersaglio… il Rione Giallo con Daniele Ravagli (4) che perde un Palio, già bello e impacchettato, con un cavallo, Nanbo King, di una spanna superiore a tutti gli altri. Il Rione Rosso con Valentino Medori (6) che salva la faccia, ma non il risultato, con il fantino di Porta Imolese che di arrivare ultimo proprio non ne vuole sapere. Borgo Durbecco con Cristian Cordari (4) non pervenuto. Fintanto che gli stranieri pretendenti al nostro Palio sono questi tiriamo tutti dei bei sospiri di sollievo…

Mario Giacomoni

Foto: Antonio Veca

Il video di Faenza Web Tv con il commento post-Palio di Giacomoni