Ecco i gotti della Nott de Bisò, decorazione “ad uccelletto”

La macchina organizzativa rionale e comunale sta definendo in questi giorni, insieme a Radio Rcb che da anni collabora alla manifestazione, il programma della Nott de Bisò, il tradizionale evento che si svolge ogni anno il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, e richiama in piazza del Popolo migliaia di persone.
Intanto i servizi completi della nuova serie dei gotti – sei bicchieri, con gli stemmi dei cinque Rioni più quello comunale, e la brocca – che saranno come sempre protagonisti della serata, sono già esposti e in vendita nelle cinque sedi rionali e si possono, inoltre, ammirare nelle vetrine di molti negozi della città. Il singolo gotto e la brocca si potranno invece acquistare solamente durante la Nott de Bisò, il 5 gennaio 2019, negli stand rionali in piazza del Popolo. I prezzi sono i seguenti: il servizio completo (brocca e sei gotti) costa 110 euro; durante la Nott de Bisò la brocca si può acquistare a 50 euro, mentre il singolo gotto a 13 euro.

Uno stile tipico dell’Ottocento faentino

La decorazione scelta per i gotti di quest’anno dal Comitato Palio, in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche e il ceramista Luciano Sangiorgi, è quella denominata “ad uccelletto”. Il filone popolare che caratterizza la ceramica italiana dell’Ottocento sviluppa esiti peculiari nei motivi decorativi faentini. Oltre alla fortunata e tipica decorazione a “foglia di vite blu” e il tema a “fiorato”, si afferma la vivacità espressiva del motivo “ad uccelletto”. Al centro di stoviglie per la tavola risalta la figura stilizzata di un uccellino con il becco rivolto verso l’alto o verso il basso, decorato con fresche e veloci pennellate di colore. Attorno all’elemento centrale si sviluppa sovente un motivo corrente di rametti a tre foglie, che richiamano le neoclassiche produzioni settecentesche “alla foglia di vite”, o in alternativa, un ornato a merletto realizzato con la svelta e pratica tecnica “a spugnetta”. L’ampia produzione di servizi da tavola dell’epoca è attestata dalle numerose fogge ancora oggi conservate al Museo internazionale delle Ceramiche, tra le quali si segnalano due piccoli piatti piani, forse usati come sottobottiglia, una coppia di boccali e un’ampia ciotola a “insalatiera”.

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