Durante la donazione dei ceri dello scorso 7 maggio è stato donato il drappo che andrà il vincitore del 65° Niballo Palio di Faenza. Il San Pietro dipinto per l’edizione 2022 è quello dei fratelli Alfonso e Nicola Vaccari, artisti forlivesi che hanno realizzato il palio a quattro mani.

Abbiamo rappresentato San Pietro sulle sponde del lago di Tiberiade, – spiegano i Vaccari – sullo sfondo dei monti della Galilea. Dopo la resurrezione di Gesù, San Pietro e gli apostoli si trovarono sul lago per la consueta pesca, quando il santo apostolo lo riconobbe sulla sponda opposta davanti a loro, gli corse incontro per chiedere perdono per averlo rinnegato tre volte durante la passione. Il Signore lo perdona e lo destina alla guida del suo popolo, avendogli dato le chiavi del Regno dei Cieli, simbolo del potere ricevuto in terra e in cielo. Il dipinto mostra la fierezza di san Pietro dopo questo accadimento che guarda avanti a lui con sguardo rivolto a destra, verso un orizzonte lontano, a simboleggiare la sua missione nell’autorità papale, come primo vicario di Cristo”.

In terra, accanto ai piedi, è stata dipinta una grossa pietra a ricordare le famose parole di Gesù: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” La scelta della tunica blu e della stola arancio è dovuta alla tradizione dei colori che rappresentano san Pietro secondo schemi bizantini. Il blu lo mette in relazione col mare e l’arancio simboleggia la santità di cui Pietro si ricopre. Quello dei Vaccari è un San Pietro contemporaneo, come si evince dai lineamenti e dal taglio di capelli.

Alfonso e Nicola Vaccari: chi sono gli artisti

Classe 1961, sono nati a Forlì dove vivono e lavorano. Si sono diplomati al liceo artistico di Ravenna e all’Accademia di Belle Arti di Bologna – corso di pittura. Gemelli, pittori e scrittori, dipingono e scrivono a quattro mani. Hanno esordito nel 1985 con una mostra a cura di Achille Bonito Oliva a Bergamo, dal titolo Desideretur, entrando a far parte della generazione successiva alla Transavanguardia italiana.

Alfonso e Nicola Vaccari, autori del drappo

La loro ricerca artistica negli anni è proseguita verso un ritorno all’ordine, nell’ambito del neorealismo, sino ad approdare nella Nuova Figurazione italiana. Hanno partecipato a numerose mostre collettive e personali a livello nazionale e internazionale, come artisti indipendenti; sono considerati fra i maggiori esponenti della pittura di paesaggio contemporaneo. La loro ricerca pittorica verte su soggetti di paesaggi notturni urbani e sulla centralità della figura femminile. Si sono occupati di critica d’arte e giornalismo, di performance teatrali di pittura sinestetica e di cinema, con un cortometraggio rivoluzionario dal titolo “Dietro l’angolo del sogno” – Tondini Production.

La loro pittura è un linguaggio artistico che guarda alla realtà quotidiana, al recupero della memoria attraverso scenari notturni e crepuscolari, alla centralità della figura femminile, nel vissuto della contemporaneità. Hanno eseguito opere importanti in luoghi prestigiosi, come la stanza N°208 dal titolo “Nottetempo”, all’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro.

Fra i critici e personaggi noti, che hanno maggiormente apprezzato le loro opere sono: Claudio Cerritelli, Claudio Spadoni, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Flaminio Gualdoni, Dacia Maraini, Camillo Langone, Red Ronnye, Francesco Gallo, Marco Dallari, Jean Blanchaert, Gianfranco Labrosciano, Nino Arrigo, Giorgio Grasso, Pietro Lenzini ed altri. Hanno esposto alla 54esima Biennale di Venezia – Padiglione Emilia Romagna, chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. 2011 (a cura di Vittorio Sgarbi).

Premio Carlo Bonatto Minella, Ed. 2013 – Villa Vallero, Rivarolo Canavese (TO) – finalisti sez. artisti over 30. Luoghi dell’esistenza, personale alla Galleria Voltone della Molinella, Faenza (RA) – Dic. 2020.