Si avvicina la chiusura dell’anno del Palio che per la comunità faentina si identifica storicamente con la serata del 5 gennaio in cui si svolge la tradizionale Nott de Bisò il cui oggetto simbolo è il gotto, l’iconica ciotola in ceramica faentina destinata storicamente al bisò. La vendita dei singoli gotti e della brocca avrà luogo come da consuetudine il 5 gennaio in Piazza del Popolo presso gli stand rionali presenti in Piazza del Popolo. I servizi completi composti da brocca e sei gotti saranno invece acquistabili presso le sedi rionali a partire dall’8 dicembre: una bella idea regalo per il periodo natalizio ormai alle porte e per prepararsi in anticipo alla serata che chiude simbolicamente l’anno del Niballo Palio di Faenza.

Il gotto 2023: prevendita e contatti

A partire dall’8 dicembre il servizio completo dei gotti (sei bicchieri, con gli stemmi dei cinque Rioni più quello comunale, e la brocca) sarà quindi acquistabile in prevendita contattando le cinque sedi rionali ai numeri sottoindicati:

Borgo Durbecco:392/3720116

Rione Giallo: 370 3699308 (whatsapp)

Rione Nero: 334 7048247 – 0546 681385

Rione Rosso: 335 7982311

Rione Verde: 335 7000994 – 0546 681281

Il decoro del gotto cambia ogni anno e viene scelta dal Comitato per il Niballo con la collaborazione della ceramista Vittoria Monti e del Museo Internazionale delle Ceramiche. Per la Nott de Bisò 2023 il decoro scelto è “Raggiera bernardiniana”.

 

La decorazione “Raggiera bernardiniana”

Il monogramma “I.H.S.”, antica abbreviazione greca del nome greco di Gesù e inteso nel Rinascimento come acronimo di “Iesus Hominum Salvator”, venne introdotto nel XV secolo da San Bernardino da Siena, frate francescano e grande predicatore. Egli durante i suoi sermoni era solito esporre alla devozione dei presenti l’immagine del monogramma IHS sormontato da una croce, posto entro un sole raggiante.

Nel corso del ‘400 il vasellame a carattere religioso e conventuale risultò molto diffuso nella produzione delle botteghe di Faenza e uno dei principali temi decorativi fu il trigramma “I.H.S.” attorniato da “fiamme”, o serpentine, disposte a raggiera e alternate da “monticelli” di fitte pennellate. A partire dalla metà del XV secolo tale simbolo venne frequentemente utilizzato sia nelle insegne di Ordini e Compagnie religiose, sia come principale elemento decorativo dei corredi conventuali, quale simbologia della devozione a Gesù. La raggiera di “fiamme” venne usata anche come motivo ornamentale a cornice di soggetti profani quali, ad esempio, animali fantastici, simboli astrologici, cuori trafitti, mascheroni o epigrafi amorose.

(Foto ci copertina: decoro “Raggiera bernardiniana”)