Tour nelle cucine e sedi rionali: Nadia Menichetti ci racconta il Rione Rosso

Finalmente è arrivato giugno, e con lui a Faenza il mese intensissimo di Palio, Bigorda d’oro e gare di alfieri bandieranti e musici; l’atmosfera si riscalda in tutti i sensi, l’odore dei tigli invade l’aria e il suono dei tamburi riecheggia nelle calde serate che anticipano l’estate. Mese di Palio vuol dire tante cose: i rioni si animano, la tensione cresce – così come la competitività-, e la convivialità diventa caratteristica predominante delle serate rionali.

A questo proposito , abbiamo fatto un tour dei cinque rioni faentini, e – cominciando dal Rione Rosso – abbiamo fatto qualche domanda a capi rione o comunque a chi si occupa dell’aspetto più ludico e conviviale delle serate rionali. Partiamo da Nadia Menichetti, responsabile delle cucine del Rione Rosso, che ha risposto ad alcune nostre domande.

Intervista a Nadia Menichetti (Rione Rosso)

– Sono iniziate le settimane del Palio, che stanno a significare soprattutto convivialità e festa. Cosa succede all’interno del Rione Rosso?

Quando arriva giugno, il cortile del rione si riempie di persone di tutte le fasce d’età: si spazia infatti dai bambini, ai ragazzini fino ad arrivare alle persone più mature; in particolare, ciò è bello perchè soprattutto i ragazzini vengono coinvolti nelle attività e vengono loro affidati vari compiti, come ad esempio quello di sistemare i tavoli o anche solo di aiutare un po’ in sala; ci sono anche gli sbandieratori, i musici, le donne e in generale chi non partecipa alle gare. Tutte queste persone vanno a formare un vero e proprio gruppo, e alcune donne in particolare aiutano anche nelle cucine, “alleggerendo” anche un po’ il carico delle “veterane”, che arrivano fino ai 75-80 anni di età.

– Cosa significa per voi convivialità?

La convivialità ha vari aspetti: senza dubbio il mio preferito è quello di rendere ogni rionale partecipe degli sviluppi della vita e del lavoro all’interno del Rione; come già dicevo in precedenza, abbiamo persone di 75-80 anni che cucinano, cuciono bandiere e rammendano costumi, come ad esempio Gigliola, colonna portante del nostro Rione. C’è un’atmosfera famigliare, dove sia i bambini che i più “grandi” contribuiscono alla ottima riuscita dei momenti rionali, e ci riescono perché – e parlo soprattutto dei giovanissimi – sembra incredibile ma sono talmente “presi” da tutto ciò che accade e che fanno nel Rione che si dimenticano il cellulare per qualche ora, abbandonandosi completamente alla vita rionale. E questo non può che essere assolutamente positivo.

– Quali sono i piatti forti delle serate rionali?

Senza dubbio durante le serate rionali predomina il classico cappelletto al ragù fatto in casa dalle nostre cuoche; a seguire, tortelli, strozzapreti sempre fatti in casa, che vengono serviti durante tutte le settimane nel rione. Nelle ultime settimane invece, direttamente da Sulmona viene servito il tipico arrosticino, oltre ovviamente alla pasta, alla pizza, ai taglieri e alla classica carne locale grigliata.

– Quali sono gli appuntamenti da non perdere?

Oltre le classiche cene propiziatorie di Bigorda e Palio rispettivamente l’8 e il 23 giugno (che però non gestiamo noi come team in quanto preferiamo “riunirci” al cavaliere che l’indomani disputerà la gara), quest’anno abbiamo preferito privilegiare i giovani: alle serate rionali abbiamo aggiunto infatti spettacoli di musica dal vivo, come ad esempio il 19, dove si potrà ascoltare la musica soft rock anni’70 -’80 dei New Drops gustando ottimi hamburger di pulled pork in Piazza Rampi ( tutto rigorosamente a tema America), oppure la serata di piano bar e karaoke con la cantante Mary, che avrà luogo il 21 giugno.

Annalaura Matatia

Inizia la Settimana delle Bandiere al Rione Rosso

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