#Niballonelmondo: Carlotta Verita da Chicago ma col cuore a Porta Montanara

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Per Carlotta Verita, il Palio del Niballo significa casa. E’ li che accompagnava la famiglia agli eventi rionali del Rione Verde da piccola ed è con loro che ci ritorna ogni volta che dalla sua Chicago è di passaggio a Faenza.

E’ stato proprio alla giostra del Niballo che Carlotta ha voluto portare un’amica di Miami lo scorso anno: per mostrarle con le emozioni quello che le aveva sempre raccontato a parole di questa manifestazione. 

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Intervista a Carlotta Verita, studentessa di Economia all’Università di Chicago

Ciao Carlotta, dove ti trovi adesso e cosa stai facendo? 

Mi trovo a negli Stati Uniti, dove sto studiando Economia alla Università di Chicago.

Come hai deciso di andare a vivere all’estero? Frutto di una decisione presa d’istinto o è stata una decisione ponderata?

È stata una decisione di mio padre dovuta al suo lavoro, che lo portò negli Stati Uniti anni fa. 

Come ti trovi nella tua nuova città?

Chicago è molto bella come città: è grande, pero molto facile da girare. C’è sempre qualcosa da fare, è piena di Chicagomusei, mostre d’arte, musica…poi essendo una città del ‘Midwest’ (che in America ha lo stereotipo di essere la zona più amichevole) tutta la gente è ospitale. 

Alla luce della tua esperienza, qual è una cosa che in Italia possiamo imparare dal Paese in cui vivi?

L’aria condizionata…

Qual è invece una cosa positiva che l’Italia può portare agli altri Paesi?

La cultura. In America, c’è distanza fra la gente e la loro comunità, fra la gente e quello che succede attorno a loro. La maggior parte del pubblico è disinformata; non prestano attenzione alle notizie, alla storia, alla cultura (al di la della musica che ascoltano). In Italia, invece, trovo che la gente tende ad essere molto più informata. Le persone sono molto più preparate ed informate su quello che sta succedendo. I programmi televisivi di informazione sono molto più frequenti ed aperti rispetto a quanto disponibile nelle reti TV americane. Inoltre, apprezzano i dettagli: sia nello stile che nella cucina… non c’è nessuno che fa le cose così bene come in Italia. 

Cosa ti manca di Faenza? Quali sono i pregi e i difetti di questa città?

Carlotta VeritaLa mia famiglia: Sara, Maria e Giulio. E la gelateria Linus! Faenza è una città bellissima perché la gente ci tiene e si impegna a mantenerla cosí. Per esempio, Giulio Sangiorgi è molto coinvolto con certi progetti, come la riparazione della fontana centrale nella piazza. Il fatto che ci sia una comunità molto sviluppata dove la gente si coinvolge e partecipa attivamente mi impressiona positivamente (è molto raro in America). Un difetto forse è la perdita di identità del centro storico con la chiusura dei piccoli negozi. 

Come potrebbe mantenere questa città un legame con i sui faentini all’estero? Hai suggerimenti da proporre?

Penso che con l’utilizzo dei social media sia molto facile mantenere un legame. Ci sono varie pagine su Instagram e Facebook dove la gente può vedere e mandare foto, e rimanere in contatto con la propria città.

Ti piacerebbe rimanere informata su quanto succede a Faenza? Se si, in quale ambito? 

Certo. Sicuramente di cultura e sport, e anche Palio. 

Pensi di ritornare a vivere qui un giorno?

Dipende molto di come si sviluppa la mia carriera. Ancora non ho molto chiaro quello quello vorrei fare dopo l’università, pero sicuramente non mi dispiacerebbe vivere a Faenza. 

“E’ stupendo vedere quanta gente di Faenza partecipi; ci sono gruppi di ogni età che si impegnano molto per mantenere questa tradizione storica”

Una delle manifestazioni più seguite dai faentini è il Niballo Palio di Faenza. Che rapporto hai con questa manifestazione? 

Da piccola andavo sempre alle manifestazioni del Niballo con la mia famiglia: loro sono molto coinvolti con il Rione Verde e quindi li accompagnavo agli eventi rionali. Tornare in Italia significa andare al Palio, vedere la mia famiglia. E’ stupendo vedere quanta gente di Faenza partecipi. Ci sono gruppi di ogni età che si impegnano molto per mantenere questa tradizione storica. Il Palio e l’esempio migliore di come l’Italia sia un Paese dove la cultura e la tradizione si manifesti ancora nella comunità. Il fatto che ci siano tanti giovani e bambini che partecipano con tanto entusiasmo è prova della forza della comunità faentina. 

Il ricordo più bello legato al Palio? 

L’anno scorso è venuta una amica da Miami a vedere il Palio. Lei non era mai venuta a Faenza ed era la sua prima volta in Italia. Poter condividere questa tradizione con lei è stato bellissimo. Io le raccontavo sempre del Palio e cercavo di descriverlo il meglio possibile. Però è totalmente diverso in persona. Seduti con altri del KURV, circondati di verde, anche lei era impressionata di come una tradizione cosi storica sia rimasta parte integrante della società. 

Che suggerimenti daresti per coinvolgere anche i non rionali alle manifestazioni del Niballo? 

È forse la sfida più difficile perché sta cambiando la demografia della città, quindi significa coinvolgere gente che non ha gli stessi legami culturali con la città. 

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