Alla scoperta del Gruppo Municipale

Gruppo municipale

Il Gruppo Municipale manfredo è nato nel 1959 insieme al Palio moderno e ai cinque rioni di Faenza. Per conoscere meglio le sue caratteristiche abbiamo incontrato Giulia Timoncini, che fa parte del gruppo costumi, e Nicola Solaroli, rotellino. Entrambi sono molto attivi nella vita del Gruppo Municipale e ci hanno spiegato le molteplici ed essenziali funzioni della sesta entità del Palio del Niballo, garante di ordine e regolarità della giostra e del corteo storico.

Come i rioni anche il gruppo Municipale ha bisogno di volontari. Quanti sono i soci attivi?
Giulia: Siamo circa 110, quasi tutti impegnati nella sfilata, mentre solo una parte minore, ma non indifferente, si adopera anche durante l’anno.

Dove si trova la vostra sede e ogni quanto vi ritrovate?
Nicola: La nostra sede è in cima allo scalone di Palazzo Laderchi, in corso Garibaldi 2. I musici provano una o due volte alla settimana, gli addetti ai costumi si incontrano almeno due volte al mese e noi rotellini abbiamo alcune scadenze fisse in prossimità di alcuni eventi, ma con l’arrivo della primavera è tutto più frenetico e fino al Palio ogni gruppo moltiplica i suoi incontri.

Come funziona l’anno del Gruppo municipale?
Giulia: Il gruppo municipale non è un rione, però ha una funzione di coordinamento come gruppo super partes. Veniamo spesso chiamati per rappresentare il Comune nelle manifestazioni cittadine, di recente per esempio abbiamo partecipato al Minardi Day. Ci è inoltre affidata la gestione dei premi: il Palio per esempio viene dipinto da un artista scelto dalla Deputazione storica, ma è una delle nostre sarte che lo confeziona. Il nostro obiettivo principale però è far funzionare la sfilata, garantire l’ordine del corteo ed evitare avvenimenti spiacevoli, responsabilità che spetta soprattutto ai rotellini.

Un ruolo molto impegnativo. Quali sono gli oneri di un rotellino?
Nicola: Assistere e coordinare tutti i figuranti del corteo e sovrintendere ad ogni momento della manifestazione: questi sono i primi compiti e i più importanti. Quando un figurante sbaglia, avvisiamo il rotellino del rione corrispondente, che provvede a correggerne il comportamento. Il supporto dei rotellini rionali è quindi fondamentale per la gestione della propria parte del corteo. Solo nel caso in cui l’errore dovesse ripetersi partirebbe la segnalazione dell’accaduto. Tutte le sanzioni vengono poi consegnate al Maestro di Campo ed è lui a riassumere la situazione al Segretario comunale che infine decide se assegnare o meno le multe. Tutto questo ovviamente avviene sulla base dei regolamenti del Palio.

Qual è il costume più pregiato della sfilata?
Giulia: Mentre i rioni portano fuori delle figure storiche importanti del loro rione, il gruppo municipale ha figure di rappresentanza della città e del Palio. Uno dei costumi più rilevanti è quello del Reggente del Gruppo Municipale (indossato nella foto da Marino Baldani, ndr). È sicuramente uno dei costumi più antichi, risalente alla fine degli anni ’70. Prima che lo indossasse il Reggente, veniva portato dal Podestà della Giostra fino a quando, per quest’ultimo, è stato creato l’attuale costume.

Intervista a cura di Chiara Cenni

Nella foto da sinistra: Marino Baldani – Reggente del Gruppo Municipale, Antonio Lolli – Maestro di campo, Fausto Brugnoni – Podestà della giostra, Andrea Bentini – Cerimoniere

Intervista a Nicola Solaroli, giudice Fisb

Nicola Solaroli Fisb

Domenica 4 giugno si sfideranno in piazza musici e sbandieratori under 15 e under 21, in previsione del vero e proprio torneo interno che accenderà Faenza, tra squilli di chiarine, rullate di tamburi e volteggi di bandiere, sabato 17 e domenica 18 giugno. Ma come si giudicano queste gare? Per capirlo abbiamo intervistato Nicola Solaroli, ex sbandieratore e giudice Fisb (Federazione Italiana Antichi Giuochi e Sports della Bandiera).

Nicola Solaroli, da quanto tempo sei giudice Fibs?
Ho iniziato a fare il giudice nel 2007, ma ero tesserato dal 2001 come atleta.

Com’è stato il passaggio da atleta a giudice?
È stato un passaggio strano: ho smesso di sbandierare e solo successivamente sono diventato giudice, mentre molti giudici oggi sono anche atleti. Questo doppio ruolo serve molto agli atleti: dalla parte del palco ci si rende realmente conto di quanto sia difficile avere una visione di insieme anche del proprio esercizio. A Faenza però è molto più facile interpretare i movimenti degli atleti, visto l’alto livello della competizione e la bravura dei nostri ragazzi.

Quali sono i requisiti di un giudice?
Bisogna innanzitutto avere 21 anni. Tutti i giudici che hanno acquisito il titolo devono annualmente fare degli esami di aggiornamento e, a seconda del punteggio, ottengono delle abilitazioni, dalla A, categoria massima che dà la possibilità di giudicare le gare interne e i campionati, alla D. Altri requisiti fondamentali sono l’onestà e la riservatezza: non possiamo parlare o confrontarci alla fine di un numero, né con i colleghi né con gli atleti. Bisogna anche dare minimo sei disponibilità all’anno, cosa non semplice per tutti, per questo è permesso un anno “sabbatico” per non perdere i requisiti.

Come si prepara una gara?
L’allenamento deve essere autonomo e si suddivide in due passaggi: studio del regolamento e esercizi. Questo secondo caso prevede visionare video a casa e provare a giudicare da soli.

Di recente ti è capitato di giudicare qualche gara?
Sì, praticamente una gara a settimana negli ultimi due mesi: il Bianello a Quattro Castella, il Pino Nero, organizzato dal Rione di Nero, Asti, alcuni tornei a Ferrara, il trofeo “ Le Maioliche” del Rione Verde e il Pellegrino, storico torneo del Rione Rosso.

Ti è capitato di giudicare rioni faentini? Come ti sono parsi?
A Faenza il livello è altissimo, sia come gruppo musici che sbandieratori. Poche altre città possono competere. Non è ancora facile fare dei pronostici perché non tutti i gruppi si sono esibiti in gare, ma a livello italiano possiamo strappare delle soddisfazioni, visti i punteggi.

La gara più bella a cui hai partecipato in qualità di giudice?
I campionati italiani, dove si sfidano, il sabato sera, i migliori d’Italia nel singolo e nella Grande Squadra. Un vero spettacolo.

Nicola, faresti un augurio ai ragazzi che si sfideranno questo weekend?
Divertitevi: la gara è un momento di gioia oltre che di competizione. Concentratevi su questo, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.

A cura di Chiara Cenni

Foto: Franco Poletti