Al Rione Verde in mostra le figure femminili di Giuseppe Tampieri

“La figura femminile nella pittura di Giuseppe Tampieri” è il titolo della mostra curata dal direttore della Pinacoteca comunale Claudio Casadio che verrà inaugurata sabato 2 giugno alle 16 nella saletta espositiva al piano terra della sede del Rione Verde di Faenza (via Cavour, 37). Tampieri, del quale domenica 17 giugno si celebrerà il quarto anniversario della morte, era nato il 9 marzo 1918; è stato uno dei grandi artisti del Novecento faentino: pittore, incisore, disegnatore, grafico, scultore. Appassionato anche di letteratura e musica, nel 2009 venne insignito dal Comune di Faenza del riconoscimento di “Faentino sotto la Torre”. La sua attività espositiva è stata frenetica, toccando tutte le principali città d’Italia, la Spagna e la Germania.

Giuseppe Tampieri in mostra fino al 24 giugno al Rione Verde

L’esposizione al Rione Verde, realizzata con opere di proprietà privata, è dedicata alla figura femminile nella pittura dell’artista faentino: un universo di affascinanti modelle, di volti e sguardi sensuali, di nudi dai corpi proporzionati. «La donna è spesso indecifrabile – ha detto Tampieri in un’intervista del 2013 -, ha tanti lati misteriosi e, del resto, l’arte stessa è un mistero; forse per questo io, come artista, ho avuto la fortuna di intendermi sempre con le donne che ho conosciuto». Figure femminili – eleganti, esotiche, misteriose e sensuali – che il Maestro colora con azzurri lunari, bruni, neri, rossi. La mostra delle opere di Giuseppe Tampieri potrà essere visitata, con ingresso libero, fino a domenica 24 giugno nella saletta delle esposizioni della sede del Rione Verde in via Cavour tutti i giorni negli orari d’apertura del “greenTA Bar”, dalle 7 alle 24.

Aldo Rontini ha realizzato il drappo del Palio 2018

Un San Pietro ritratto in un ambiente solare e luminoso, auspicio di vittoria e di tempi di salvezza. E’ questo il soggetto raffigurato dall’artista Aldo Rontini, nominato dall’Amministrazione comunale e dalla Deputazione del Palio a realizzare il drappo che andrà al cavaliere vincitore della giostra del Niballo, che si disputerà il prossimo 24 giugno a Faenza. Aldo Rontini ha raffigurato S.Pietro pescatore esteso per l’intera altezza del drappo, che è stato esposto per la prima volta nel corso della tradizionale Donazione dei ceri.

Nel dipinto è raffigurato S.Pietro seduto entro una navicella navigante nel lago Tiberiade. L’apostolo è rappresentato di tre quarti, volto in avanti con la mano sinistra posata sul bordo della barca, con la mano destra tiene le chiavi consegnate dal Maestro. “Tibi dabo claves regni coelorum”. La barca ancora piccola si vanta di una vela giallo-oro, gonfia e favorevole di vento, presagio di lungo ea proficuo attraversamento. Il cielo di fondo è azzurro, senza nuvole, le onde si muovono plasticamente composte nella cui trasparenza fluttua ogni sorta di pesce. S.Pietro getta le reti ed è stato ritrattato con abbondante raccolta di pesci, piccoli e grandi. Pesca miracolosa! Con la mano destra Pietro in segno di benedizione, sigilla l’accaduto impugnando le chiavi. E stato ritratto un uomo giovane, vestito di tunica bianca, nell’età delle energie fisiche spese per: “Ti farò pescatore di uomini”. L’autore ha usato colori acrilici, di stesura tonale luminosa e vivace e vuole inoltre sottolineare la solarità e l’ottimismo della scena ritratta. «In fondo il drappo del Palio è un premio a chi vince una gara – spiega Rontini – impegno di lealtà sportiva, abilità e intenti che fanno crescere e salire in più». Gli stemmi dei Rioni sono stati riportati nel drappo nell’ordine di arrivo della precedente giostra: primo il Giallo e a seguire Verde, Nero, Rosso e Borgo Durbecco.

Chi è Aldo Rontini

Aldo Rontini è nato a Brisighella, vive e lavora a Faenza. Ha alternato la sua attività di scultore all’insegnamento prima presso l’Istituto d’Arte di Faenza poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna fino al 2012. Membro dell’Accademia Internazionale di Ginevra dal 1982. All’inizio del suo percorso viene atratto dagli esiti artistici di due maestri quali Rambelli e Boschi: il primo robustamente plastico e la seconda più attenta a un gusto decorativo. Sapienza del modello e sottile ironia nei confronti del corpo “eroico” maschile divengono cifre stilistiche distintive del suo lavoro scultoreo. I suoi rilievi sono spesso risolti nell’antropomorfizzazione della forma.

Nel 1993 la vittoria del Premio Faenza

Nei primi anni Ottanta il suo lavoro diventa un punto di riferimento innovativo per il gruppo “Nuova Ceramica”, in contrapposizione alla dominante linea ceramica “tellurica” post-informale. Nel 1993 gli viene conferito il Premio Faenza. L’originalità del corpus del suo lavoro riscuote particolare interesse e viene inviato a partecipare ad eventi di Arte e Design in Italia e all’estero. Fra le mostre recenti più significative ricordiamo: From Faenza, presso The Museum of Art Itami Osack, Giappone, 1998; Terracotta dall’Italia, Sogestsu Art Museum, Tokio 1999; Prima Biennale Internazionale di Scultura, Finale Emilia (MO), 2000; Artisti a confronto, Amaroussion, Atene,2002; Fabbrica delle immagini, Magazzini del sale, Cervia 2006; Cuore Vivo, Fondazione Lungarotti, Torgiano (PG) 2007; Concreta, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2007; Sala Personale, Museum of Modern Ceramic Art di Gifu e Il Diavolo & L’Acqua Santa. Tarocchi Fantastici, Museo Archeologico Nazionale di Sarsina, nel 2008. Partecipa, alla rassegna “La città e il suo doppio”. “Spiritualità rapita”, Palazzo Briccolani, Meldola (FC), 2008. Nel 2009 è invitato a “Doppio Panico” ! L’Arte di Vivere, presso l’Oratorio di San Sebastiano a Forlì, dove nella stessa sede sarà presente, prima in “Metamorphosi” e poi con “QAutoritratto”.

Nel 2009 gli viene dedicata la personale Aldo Rontini Keramik, DZD Art Gallery,Roermond (NL); nel 2010 è invitato alle rassegne: Anghelos – Vasi Comunicanti, Palazzo Ghini, Cesena; “90×90” Pensando a Tonino Guerra, Oratorio della Madonna della Misericordia, Pennabilli (RN); nel 2011 realizza un’opera per la rassegna 1911-2011 “Artusiante” – “Del Gusto & del Dis-gusto”, Il Vicolo Galleria Arte Contemporanea, Cesena (FC). Mostra resa itinerante al Teatro Vittoria, Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Reggio Emilia; Arte Ceramica Italiana, Museo d’Arte,Mendrisio (CH), nel 2013. Nel 2014 Museo Ugonia di Brisighella “Memoria tra Faenza e Marradi”, e Galleria Luciano Brandino, Rimini. Nel 2015 mostra personale “Dei Gessi” al Museo della Città, Rimini; sempre nel 2015 opere esposte alla G.N.A.M. Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nel 2017 “Ceramica: qui è adesso”, Galleria Civica di Pirano (Slovenia); nel 2018 “Esercizi dello sguardo”, Galleria d’Arte Farneti, Forlì.

Suo il Monumento alla pace di Monte Battaglia

Monumento alla Liberazione di Monte Battaglia.

Sue opere si trovano nelle collezioni del Museo Internazionale della Ceramica, Caltagirone (CT); nella Galleria di Arte Moderna, Bologna; nel Centro di Documentazione, Università di Parma; nel Museo di Shigaraki, Giappone; Kyushu Museum Arita, Giappone; nell’Achi Museum, Saga, Giappone; nella Galleria d’Arte Moderna, Tokio; nell’Everson Museum, Syracuse USA; nel Sogestsu Art Museum, Tokio, Museum of Modern Ceramic Art Gifu, Giappone. Tra e opere realizzate per spazi pubblici ricordiamo: Monumento alla pace – Monte Battaglia, Casola Valsenio; Tomba del Vescovo Battaglia-Cattedrale Faenza; “Porta delle Lumache” Giardino dei Frutti Dimenticati a Pennabilli, Monumento al pilota Bertozzi- Parco Stacchini a Faenza.

L’arte protagonista al Rione Rosso con la mostra di Daniele Rendo

Daniele Rendo rione rosso

Arte e buona musica al Rione Rosso nelle settimane che precedono le gare degli sbandieratori e il Palio del Niballo. “Il mestiere del grafico” è il titolo della mostra personale di Daniele Rendo è stata inaugurata lunedì 12 giugno alle 17.30 nella sede del Rosso in via Campidori 28 e potrà essere visitata tutti i giorni, da mattina a sera, fino a mercoledì 21 compreso. L’esposizione è composta da una quarantina di tavole ed è accompagnata da un piccolo catalogo realizzato con il contributo del Rione Rosso, del Ristorante “Zingarò” e di Dialoghi Tributari srl e pubblicato da Edit Faenza.

I volti di Daniele Rendo nella mostra “Il mestiere del grafico”

“La prima considerazione è che Daniele Rendo viene da una buona scuola che è quella della pratica quotidiana partita da una solida base – afferma nella prefazione al catalogo della mostra Claudio Casadio, direttore della Pinacoteca Comunale di Faenza -. Ha infatti seguito l’intero percorso formativo della Scuola comunale di Disegno ‘Tommaso Minardi’, dove ha appreso gli elementi fondamentali di un fare operativo che può anche diventare arte. Rendo resta sempre coerente sia che lavori per una grafica pubblicitaria, sia quando riproduce un angolo della sua amata Faenza e sia quando disegna i ritratti delle persone attorno a lui, su cui è evidente che si sofferma maggiormente utilizzando il volto umano come continua fonte di ispirazione“.

“Nella selezione di opere presentata per la mostra nel Rione Rosso – aggiunge Casadio – vi sono alcuni disegni che sembrerebbero alludere all’atmosfera di racconti noir, ma poi tornano i volti disegnati con sereni sorrisi voluminosi”.

Tanti appuntamenti musicali al rione di via Campidori

Come negli altri Rioni, le serate che precedono la domenica del Palio, il 25 giugno, al Rosso sono ricche di momenti culturali e d’intrattenimento, oltre che di buona cucina, soprattutto romagnola. In piazza Rampi, nell’occasione area concerti all’aperto del Rione di via Campidori, sono in arrivo tre importanti appuntamenti musicali. Martedì 13 giugno, in collaborazione con Zingarò Jazz Club, si esibirà il “Nodo Trio”, con Daniele Santimone alla chitarra, Tiziano Negrello al contrabbasso e Giacomo Scheda alla batteria: viaggio in un nuovo progetto musicale a ritmo di jazz.

Giovedì 15 sarà la volta del “Duo Stoico”, formato dal chitarrista di strada Mattia Ciani e da Mazzo, cantante per diletto, i quali proporranno un loro repertorio interamente acustico di brani famosi e non, che farà tuffare il pubblico in un’atmosfera come quella che si respira davanti ad un falò in riva al mare. Martedì 20, ancora in collaborazione con lo Zingarò Jazz Club, è in programma un concerto della Big Band del Dipartimento Jazz della Scuola comunale di Musica “Giuseppe Sarti” di Faenza, laboratorio permanente per musicisti attenti sia ai linguaggi dell’improvvisazione sia alla musica contemporanea e dei nostri giorni.

Il “Sarti Jazz Art Ensemble”, diretto da Daniele Santimone coadiuvato da Tiziano Negrello e Damiano Drei, costituisce un elemento fondamentale del panorama musicale faentino, partecipando all’importante festival “Fiato al Brasile” e dando vita alla collaborazione con l’Ensemble d’Archi “Sarti”. Quella del Rione Rosso sarà l’occasione per un viaggio nella tradizionale musica brasiliana, ma non solo.