#niballonelmondo: vince Gianni Baldassarri

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È il faentino Gianni Baldassarri il vincitore del Contest Instagram #niballonelmondo, grazie a una foto che lo ritrae tra i ghiacciai del circolo polare artico assieme a una riproduzione della bandiera del Rione Nero, segno di un legame intatto con la propria città nonostante la distanza. L’iniziativa #niballonelmondo ha premiato la miglior foto scattata da un faentino all’estero capace di testimoniare, a distanza, l’amore per il Palio e per il proprio Rione. Al vincitore, selezionato dal Comitato Palio, è andato un buono aereo per tornare a Faenza nel 2019 durante il mese del Palio.

Un Contest Instagram per testimoniare l’amore per il Palio nel mondo

Nel corso delle manifestazioni del Niballo Palio di Faenza 2018 è stato attivato un Contest Instagram dedicato a tutti i faentini residenti all’estero. Partito il 23 maggio e conclusosi il 15 settembre scorso, il Contest #niballonelmondo si è posto come obiettivo quello di coinvolgere tutti coloro che, per ragioni di studio o di lavoro, non risiedono più a Faenza e per permettere loro di trasmettere la tradizione cittadina del Palio del Niballo in qualsiasi angolo del mondo.

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Gianni Baldassarri lavora per un’azienda italiana attiva nel settore energetico e per questo sono frequenti gli spostamenti in giro per il mondo; attualmente vive ad Abu Dhabi. L’amore per il Rione rimane però costante nei suoi viaggi. «Nel 2005 sono entrato nel Rione Nero perché volevo provare il tamburo, e non immaginavo cosa mi aspettasse – spiega Baldassarri – gruppo musici, prove, amici, uscite e prove di nuovo, gare, vittorie. Un’esperienza bellissima. Ho trovato simpaticissima questa iniziativa del Contest Instagram e ho colto l’occasione».

Una prima analisi del fenomeno migratorio faentino, con particolare focus sui giovani

L’iniziativa #niballonelmondo è stata una delle azioni sviluppate da “Faenza Calls World”, progetto promosso dal Comune di Faenza e realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della legge regionale 5/2015 a supporto della Consulta emiliano-romagnoli nel mondo. Il progetto ha sviluppato un percorso d’indagine sulla realtà dei cittadini di Faenza emigrati all’estero, con un particolare focus sulle nuove generazioni. «Abbiamo voluto trasmettere a questa comunità di faentini nel mondo il messaggio che ‘Faenza è con loro’ anche se lontana – spiega il sindaco Giovanni Malpezzi – e non dimentica i suoi cittadini all’estero. Non si tratta di una semplice ‘operazione nostalgia’, ma di un modo per tenere vive relazioni autentiche, un interscambio che può arricchire tanto chi è lontano quanto Faenza stessa».

Il progetto ha previsto tra le varie azioni anche l’ideazione, sviluppo e utilizzo di un’apposita App ‘Faenza Calls World’ (www.faenzacallsworld.com), strumento multimediale innovativo che ha permesso non solo di inviare informazioni, notizie e aggiornamenti su Faenza e il mondo del Palio, ma anche in senso inverso di raccogliere feedback, informazioni, commenti, esperienze degli utenti stessi.

Tramite l’App Faenza Calls World è possibile vedere la mappa dei faentini nel mondo

Proprio con queste informazioni, incrociate con i dati ufficiali AIRE, è stata realizzata una prima analisi del fenomeno migratorio locale, con particolare focus sui giovani; un trend in costante crescita al quale si è cercato di dare una prima lettura interpretativa.

A curare la ricerca è stata, a sua volta, una romagnola nel mondo: Elena Festa, ricercatrice dell’Università di Santa Barbara in California, dove insegna e sta conseguendo un secondo dottorato nell’ambito dei Global Studies, con particolare focus sulla crisi migratoria europea. «Nel caso specifico faentino – spiega Elena Festa nella sua analisi – troviamo due macro-categorie che rappresentano per i giovani emigrati motivo d’interesse verso la città d’origine: l’ambito economico (quindi l’interesse verso opportunità che potrebbero convincerli a fare ritorno) e l’ambito culturale. È quindi su questi due fronti che è necessario concentrare attività e strategie per mantenere vivo il legame con la città d’origine».

Assieme alla ricerca, è stata inoltre presentata la mappa multimediale geolocalizzata, realizzata tramite l’App, che permette di visualizzare tramite il proprio smartphone dove si trovano i faentini nel mondo.

mappa Faenza Calls World

Tutti pazzi per il Niballo anche sul web e streaming: il 2018 vede numeri record

Le telecronache delle manifestazioni del Niballo Palio di Faenza prodotte dalla Cooperativa dei Manfredi hanno fatto registrare grandi numeri, che superano di gran lunga quelli del 2016 e del 2017, con tanto di visualizzazioni su internet da tre continenti. E deve ancora arrivare il Palio, per il quale è prevista pure la diretta televisiva.

Quasi 7mila utenti hanno seguito la gare delle Bandiere

Hanno “fatto il pieno” in particolare le dirette delle gare degli sbandieratori, diffuse in streaming sul sito paliodifaenza.it e sulla relativa pagina Facebook. Se per la gara del Singolo e la gara a Coppie under 21 di domenica 3 giugno si sono registrate poco meno di 600 visualizzazioni, per la giostra cavalleresca della Bigorda d’Oro della serata di sabato 9 giugno c’è stata una vera impennata. Il “contatore” si è fermato a 1.456 con 1.430 dall’Italia, mentre il resto è stato distribuito fra Stati Uniti, Svizzera, Grecia, Bulgaria, Francia, Paesi Bassi, Arabia Saudita: i faentini all’estero hanno sicuramente fatto la parte del leone, ma forse non erano soli…

A “fare il botto” sono stati il Torneo degli Alfieri bandieranti e dei Musici di sabato 16 giugno e la gara delle bandiere a Coppie della sera successiva. Per la prima manifestazione, dove si sono esibiti Singolo, Piccola Squadra, Grande Squadra e Musici, le visualizzazioni sui vari canali internet (streaming su paliodifaenza.it, facebook, youtube) hanno sfiorato lo straordinario numero di 6.900; per la seconda serata la cifra è leggermente inferiore, superando le 6.730 unità. Anche per l’ultimo week end non sono mancati gli spettatori dall’estero: Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Turchia, Austria, Messico.

Ai dati forniti dalla rete, andranno poi ad aggiungersi, una volta disponibili, quelli relativi alle sintesi differite messe in onda da Teleromagna e diffuse in tutta l’Emilia-Romagna, ma anche in parte del Veneto e della Lombardia.

La diretta del Palio del Niballo il 24 giugno

Teleromagna, da tre anni partner della Cooperativa dei Manfredi, trasmetterà in diretta domenica prossima 24 giugno alle 18 il corteo storico dei cinque Rioni e del Gruppo Municipale allo stadio “Bruno Neri” e alle 19.25 circa il 62esimo Palio del Niballo che si annuncia particolarmente combattuto e incerto.
Oltre che sul canale 14 di Teleromagna, corteo storico e Palio potranno essere seguiti in diretta in tutto il mondo sui siti internet teleromagna.it e paliodifaenza.it: quest’ultimo sarà affiancato dalla propria pagina facebook. Nella serata di lunedì 25 Teleromagna diffonderà la cronaca differita alle 21.
Corteo storico e Palio del Niballo verranno ripresi da cinque telecamere posizionate strategicamente al “campo della giostra” sotto la regia di Fabio Bossa e il coordinamento tecnico di Marco Tredozi; la telecronaca sarà affidata a Rodolfo Cacciari e ad Alice Liverani, il commento tecnico a Mario Giacomoni, vincitore di giostre cavalleresche in tutta Italia di cui ben nove Palii a Faenza.

Faenza calls world! Il progetto per conoscere i faentini nel mondo tramite il Niballo

Conoscere meglio le storie dei tanti faentini nel mondo e creare un network per aiutarli a sentirsi parte della propria comunità d’origine. È questo uno degli obiettivi del progetto “Faenza calls world: millenials back to their tradition in the digital era”, promosso dal Comune di Faenza e vincitore, al primo posto in graduatoria, di un finanziamento della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della legge regionale 5/2015 a supporto della Consulta Emiliano-romagnoli nel mondo.

Il progetto vuole promuovere un percorso di indagine, che si svilupperà sino al prossimo dicembre, sulla realtà dei cittadini di Faenza emigrati all’estero, con un focus particolare sulle giovani generazioni, offrendo all’Amministrazione la possibilità di realizzare studi e analisi che approfondiscano il fenomeno combinando dati statistici, questionari, e analisi delle motivazioni che hanno portato questi cittadini a lasciare Faenza.

Nella prima fase del progetto un ruolo di primo piano è riservato al Niballo Palio di Faenza, manifestazione che tuttora innesca un forte legame tra i cittadini e la comunità di appartenenza, legame che nonostante la distanza geografica difficilmente si sconnette come testimoniano alcune delle prime storie raccolte. Sul sito paliodifaenza.it è possibile leggere per esempio le testimonianze di Gabriele Vergnana a Perth, in Australia, o quella di Carlotta Verita a Chicago: mondi lontani uniti dalla passione per il Palio.

Strumenti digitali e tradizionali per realizzare un grande racconto dei faentini all’estero

Faentini nel mondo, protagonisti e non semplici spettatori: il progetto, unendo la ricerca scientifica ad aspetti più social e interattivi, vuole dare un volto e una storia ai tanti faentini che si trovano nei vari Paesi del mondo. La promozione di un Contest Instagram legato al Palio del Niballo, le interviste di racconto, i questionari realizzati tramite un’App specifica, time2vote: sono questi alcuni degli strumenti digitali con i quali si vuole da un lato mantenere vivo il legame dei faentini con la propria città e dall’altro approfondire il fenomeno migratorio contemporaneo.

Si è riscontrato infatti che non esistono o non sono disponibili studi divulgativi che analizzino il trend in maniera specifica: il risultato è che, ad oggi, poco si conosce di questa popolazione di nuova emigrazione e risulta quindi difficoltoso non solo monitorare lo sviluppo del fenomeno stesso, ma anche raggiungere i nostri concittadini anche solo virtualmente.

Da queste prime analisi partiranno diverse iniziative – come la pubblicazione di una mappa multimediale online che monitori il fenomeno migratorio dei faentini all’estero – e si potrà concretamente vivere e costruire una comunità faentina nel mondo, a beneficio sia dei faentini all’estero sia della città stessa.

I dati raccolti in questi mesi saranno poi elaborati da Elena Festa, ricercatrice specializzata in Global Studies alla University of California, Santa Barbara, e verranno divulgati alla cittadinanza con eventi e approfondimenti specifici che si terranno tra novembre e dicembre.

Scatta una foto e vola a Faenza: il contest Instagram prorogato fino al 15 settembre 2018

Una foto per raccontare l’amore per la propria città e per il proprio Rione: il canale Instagram @niballo_paliodifaenza ha riservato una particolare sezione del proprio contest fotografico ai faentini all’estero; attraverso l’hashtag #niballonelmondo saranno raccolte tutte le foto dai faentini residenti oltre i confini nazionali che, nonostante la lontananza, testimonieranno in giro per il mondo la loro passione per il Palio e per il proprio Rione.

Visto l’interesse suscitato in queste prime settimane, si è deciso di prorogare il contest fino al 15 settembre 2018 per dare a tutti i faentini nel mondo la possibilità di partecipare. Una giuria selezionerà le foto vincitrici a cui verrà offerto un buono per un viaggio aereo a Faenza durante il mese del Palio e due accessi alla giostra del Niballo 2019. Regolamento dettagliato e specifiche su www.paliodifaenza.it.

 

Il progetto è promosso dal Comune di Faenza e ha come associazioni partner i cinque Rioni faentini (Borgo Durbecco, Rione Giallo, Rione Nero, Rione Rosso, Rione Verde), l’Associazione Emiliano-Romagnoli in Spagna, la città di Talavera de la Reina (Es) e il comitato gemellaggio Faenza-Bergerac della città di Bergerac (Fr).

#Niballonelmondo: Gabriele Vergnana, il Niballo nella terra dei canguri

La passione per i motori l’ha portato a viaggiare lontano, fino alla parte opposta del pianeta, in quella che lui stesso definisce «la città più isolata del mondo»: Perth, Australia Occidentale, una metropoli incastonata nei grandi spazi del continente oceanico. Ed è qui, nella lontana terra dei canguri, che vive ormai da tre anni Gabriele Vergnana, faentino classe ’80, che nonostante la lontananza è vicino con la testa e con il cuore a tutti i rionali del Nero. Tra i tanti oggetti portati con sé in ricordo dell’amata Faenza, non poteva mancare anche una bandiera del Rione, capace di sventolare a km e km di distanza. Dopo aver lavorato come capo meccanico per team come Minardi e Toro Rosso, tre anni fa Gabriele è partito per una nuova esperienza lavorativa in Australia, dove vive con la compagna Jennifer. E lo scorso 3 giugno, mentre quella bandiera col Pino marittimo – simbolo di Porta Ravegnana -, sventolava alta in un circuito australiano, un’altra bandiera sventolava in piazza del Popolo: quella di suo figlio Fernando nelle gare under 15 per il Torneo Giovanissimi Alfieri Bandieranti del Palio del Niballo. Due bandiere, un unico cuore.

Gabriele Vergnana, una vita tra i motori: “Se ripenso al successo di Vettel a Monza ho i brividi”

Due le grandi passioni di Gabriele: i motori e il Rione. E la prima si manifesta fin dall’infanzia: dai trattori utilizzati dalla famiglia nei campi, passando per gli scooter fino ad arrivare anni e anni dopo alla progettazione della… monoposto di Vettel, campione del mondo di F1. «La meccanica è da sempre stata una delle mie passioni – spiega Gabriele – i miei genitori erano contadini e io ‘ho fatto pratica’ inizialmente con i trattori di casa. Poi è arrivato il periodo dello scooter, che mi divertivo a montare e smontare». Dopo le scuole medie Gabriele ha studiato per un biennio da guardia forestale ad Arezzo per poi inserirsi nel mondo del lavoro, prima da Ghetti poi nel Minardi team. Ricorda ancora quando ho ricevuto il suo primo badge nell’allora Minardi, il n.82. Da lì è partita una bellissima storia ricca di soddisfazioni e lunga quindici anni, in Minardi come meccanico prima e in Toro Rosso come capo macchina poi. Tante le esperienze da ricordare in questo periodo, alcune da brividi, ai vertici della Formula 1 mondiale, come in quel 14 settembre 2008, una data storica. «Penso per esempio a quando ero capo meccanico a Monza quando Vettel vinse il Gran Premio: ho ancora la pelle d’oca». In seguito arrivano nuove sfide, tra cui una proposta di lavoro da parte di una nuova azienda australiana. «Era un progetto interessante – spiega Gabriele – e sono molto soddisfatto della scelta che ho fatto: nonostante la lontananza da casa faccio un lavoro che amo. Attualmente sono capo meccanico per una scuderia di macchine da corsa che si occupa di driving training, una scuola di pilotaggio. Abbiamo nove monoposto e quattro biposto».

La vita rionale è un’esperienza unica che ti lega tutta la vita

A 13 anni, per la prima volta, Gabriele suona per la prima volta la chiarina insieme agli altri compagni del Rione. Di questo momento ricorda una grande voglia di andare in piazza a suonare, lui ‘piccolo’ in mezzo a tutti quei grandi che guarda con ammirazione. Suonerà tante altre volte con loro, fino a diventare lui stesso un punto di riferimento per altri giovani. Un’esperienza intensa quella all’interno del gruppo storico del Rione Nero. «Ne ho fatto parte come chiarina dal 1993 al 2000, fino quando gli impegni lavorativi me l’hanno permesso. Tutti dovrebbero provare a partecipare alla vita di un Rione, è un’esperienza unica che ti lega per tutta la vita».

Quali sono gli aneddoti che ancora oggi vengono tramandati all’interno del gruppo rionale? «Eravamo ai campionati italiani di Massa, non mi ricordo esattamente l’anno – racconta Gabriele – ci trovavamo con tutti gli altri rioni in un ostello della chiesa e tutti i rioni si stavano preparando alla gara del giorno dopo. Quelli del rione Giallo non avevano abbastanza chiarine e io e un altro ragazzo del Nero, avendo un buon rapporto con loro, abbiamo suonato con quelli del Giallo suonando i loro pezzi. Finito di suonare con loro mi giro verso il nostro capo chiarine e gli dico ‘ma questa chiarina oggi non suona’, indicando il mio strumento. Vado per guardarci e dentro c’erano 200 lire e le chiavi della cassetta dove stava la chiarina: lui ormai mi uccideva, stavo per suonare ai campionati italiani con 200 lire un mazzo di chiavi dentro la chiarina. È stato un momento che ricordiamo tutti con il sorriso nel vecchio gruppo chiarine». Nonostante la lontananza, Gabriele ha portato la sua passione per il Palio in giro per il mondo «Cercavo di seguire il Palio in tutti i modi, anche durante le trasferte di Formula 1: di solito il Palio si svolgeva durante il Gran Premio del Canada e mi tenevo in contatto online con gli altri ragazzi del Nero, mi mandavano i video dallo stadio Bruno Neri». Qual è stata la vittoria più bella in tutti questi anni? «Ricordo con affetto una delle ultime vittorie – risponde Gabriele – molto probabilmente nel 2000. Abbiamo vinto nonostante io abbia steccato completamente l’ultima nota dell’esibizione, poi siamo andati a festeggiare e a bere assieme». Le vittorie, le sconfitte: tutto acquista un senso se a darglielo è un gruppo che crede in te.

“A Perth manca il senso della storia che c’è a Faenza e in Italia in generale”

Isolata – come detto – soleggiata e ventosa: sono questi i primi aggettivi che vengono in mente a Gabriele per descrivere Perth, 2 milioni di abitanti nell’Australia Occidentale e tante differenze, non solo per numero di km e abitanti, con Faenza. «Perth è la città più isolata del mondo: la città più vicina non è nemmeno in Australia, ma è Bali, tanto per intenderci. Inoltre è la prima o seconda città nel mondo per le raffiche di vento». Una metropoli organizzata e multiculturale, considerata tra le più vivibili del mondo, che punta molto a costruirsi un futuro, non avendo dietro di sé una grande storia. Cucina italiana, greca e asiatica si mescolano per le strade della città, creando un mix di culture capace di sprigionare novità e nuove idee. «E’ una città in cui sicuramente si vive bene, davvero attenta alle persone e con un approccio rivolto molto al futuro. Una grande differenza rispetto a Faenza è il senso della storia, che qua è praticamente assente. Questo continente è stato scoperto dagli inglesi negli ultimi secoli, non c’è struttura antica. La cosa più antica di Perth è una prigione inglese: il che è significativo per comprendere la mentalità con cui è stato recepito all’inizio questo territorio. Se a Faenza, e in Italia in generale, c’è un bel mix tra vecchio è nuovo, qui invece esiste solo il futuro».

Ecco allora che, per questa terra lontana, il Niballo rappresenta qualcosa di davvero insolito, in quanto rievocazione storica. «Ho provato diverse volte a spiegare il Palio ai miei amici australiani, ma è impossibile: non lo capiscono. Delle volte ho fatto vedere loro dei video delle gare delle bandiere, ma non riescono a cogliere il loro significato, per loro sono qualcosa di assurdo. Come dicevo prima, manca loro il senso di certe tradizioni: gli australiani sono molto legati al mondo americano, che spesso è più di un semplice stereotipo. La loro mentalità è che tu, da casa, con un cellulare puoi essere ovunque, in contatto con chi vuoi, arrivando a delle situazioni assurde. Pensa che c’è un’App con cui puoi chiamare un servizio di lavaggio per cani che in pochi minuti arriva a casa tua e qui sta spopolando». Al tempo stesso però Gabriele ammira l’organizzazione di quel Paese che sta cercando di costruirsi un’identità propria a partire dai tanti immigrati arrivati, oggi come ieri, in quella terra.

Il Rione: una passione che tiene uniti mondi lontani

Gabriele è un faentino che vive in Australia e da là segue tutte le notizie della propria città d’origine. «Sono legatissimo alla mia terra. Per me, da faentino all’estero, lo streaming delle gare è fondamentale. Ho recentemente seguito la Bigorda sul web: Daniele Maretti (il cavaliere del Nero, ndr) è stato da pelle d’oca. Speriamo adesso in delle grandi Bandiere e in un grande Palio per il Rione Nero». Di generazione in generazione: il figlio di Gabriele ha recentemente partecipato alle gare under 15 degli sbandieratori, facendo sventolare alta quella bandiera capace di sprigionare con la sua storia tante emozioni. «E’ una soddisfazione assoluta e sono contentissimo, anche perché non è scontato trasmettere al proprio figlio una propria passione, sono orgoglioso di lui». Quelle bandiere alte, in piazza del Popolo e a Perth, continueranno ancora a lungo a sventolare, unendo due mondi lontani. Ecco dunque fin dove è arrivato questo personalissimo e  avvincente ‘circuito’ che è partito dalla Faenza per arrivare a Perth. Chissà cosa riserverà la prossima curva: dietro di essa ci sarà però sicuramente una bandiera con disegnato un Pino marittimo pronta a sventolare.

#Niballonelmondo: Angel Nediani, dall’Argentina alla scoperta delle origini faentine

Nato in Argentina, ma con Faenza nel cuore. Angel Gustavo Nediani è uno dei tanti “faentini nel mondo”, avendo antenati provenienti proprio dalla città manfreda. Il bisnonno faentino, Ercole Nediani, emigrò in Argentina attorno al 1890. I motivi sono gli stessi che hanno spinto all’epoca centinaia di migliaia di altri italiani: la ricerca di lavoro e fortuna in un altro continente, al di là dell’Atlantico. Venendo a conoscenza dell’origine della propria famiglia, Angel – pur nella distanza e aiutato anche dai social – ha iniziato a conoscere meglio la città di Faenza dove ha trovato amici e parenti, visitando la città in un viaggio con la propria famiglia nel 2016. L’amore per la storia della città, per gli eventi come il Palio del Niballo e per tutte le piccole e grandi tradizioni faentine hanno creato un fortissimo legame tra l’Italia e l’Argentina, capace di vincere la grande distanza. Angel segue costantemente tutto quanto avviene a Faenza e sogna di tornare a visitare quella che è un po’ la sua terra, e nonostante un oceano separi questi due mondi, mantiene contatti con tutti gli eventi e persone conosciuti in questi anni.

Il bisnonno di Angel arrivò in Argentina nel 1890 e divenne macellaio

Angel durante la sua visita a Faenza nel 2016.

«Ho iniziato a interessarmi di Faenza – spiega Angel – durante le pratiche per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Al di là degli aspetti burocratici, ho potuto conoscere meglio la storia della mia famiglia e con Faenza è stato poi amore a prima vista, nonostante sia molto lontano dalla terra del mio bisnonno». Arrivato in Argentina quando ancora il Novecento non era iniziato, Ercole capisce subito quale può essere una buona prospettiva di lavoro in quella terra dai grandi pascoli: la lavorazione della carne. Diventa infatti macellaio, uno dei tanti che renderà nel tempo famoso l’asado, il piatto tipico argentino fatto con carne cotta alla brace. Quello di Ercole non è un soggiorno passeggero, come fu per esempio quello che ebbe il poeta marradese Dino Campana qualche anno più tardi. In seguito sposa un’argentina, Juliana Perez, facendo di quella terra lontana una nuova casa. Da lei avrà otto figli e, con il passare delle generazioni, questa linea genealogica partita da Faenza arriva nella città di Santiago dell’Estero, dove attualmente Angel risiede con la propria famiglia e dove lavora come stenografo nei tribunali. Ma la passione per conoscere il proprio passato non lo ferma, e così per lui è iniziato un viaggio nel tempo e nello spazio che l’ha portato a visitare, nel 2016, la città del bisnonno. «Sono partito con la mia famiglia – spiega Angel – dovevamo cercare dei documenti su mio bisnonno, ma purtroppo molta di questa documentazione è andata distrutta durante la Seconda guerra mondiale». Il viaggio non è stato comunque inutile: Angel ha potuto conoscere personalmente tanti parenti che portano il suo stesso cognome e visitare luoghi visti finora solo attraverso fotografie.

“Il Palio del Niballo per me è un mondo meraviglioso”

Un sogno che diventa realtà: camminare lungo i loggiati di piazza del Popolo, sostare sotto l’ombra della torre dell’Orologio, per poi arrivare in uno dei luoghi prediletti dalla famiglia di Angel: Borgo Durbecco, uno dei cinque rioni della città che si contendono a giugno il famoso Palio del Niballo. «È il rione per cui tifo – afferma Angel – quando ho visitato Faenza ho provato davvero una forte emozione nel visitare la Chiesa della Commenda e Porta delle Chiavi, alcuni dei simboli del Borgo che avevo visto solo tramite fotografia». Del Niballo, Angel ama gli aspetti di rievocazione medievale e rinascimentale, «è un mondo meraviglioso – afferma – in Argentina non c’è questo senso della storia, non c’è questo vissuto medievale essendo un Paese con un passato solo recente. L’Argentina ha un’identità più malleabile, frutto di grande mescolanze». Siamo certi che Angel non mancherà anche quest’anno di seguire tutte le emozioni della giostra del Niballo tramite lo streaming disponibile sul sito www.paliodifaenza.it.

“Quello che mi ha colpito di più di Faenza è il modo di vivere la cultura”

Lo stemma Nediani presente nell’eremo di Monte Paolo.

Santiago dell’Estero e Faenza, due città molto diverse sotto tanti aspetti, come ha potuto cogliere Angel durante la sua visita in Italia. «Faenza è una bellissima città, i faentini con noi sono stati gentilissimi – commenta Angel – Mi ha molto colpito il modo di vivere la cultura: ogni paesaggio ti narra storie antiche di secoli, cosa che in Argentina non avviene. Mi piace in particolare la mescolanza di vecchio e nuovo nella città. Tra le cose che mi ha colpito di più c’è anche Palazzo Milzetti. Penso che a un turista offra tante possibilità». Angel non è riuscito a recuperare i documenti del bisnonno, ma ha fatto una scoperta forse ancora più sorprendente. Grazie alla segnalazione di alcuni parenti faentini, ha visitato l’eremo di Monte Paolo, santuario antoniano del forlivese, dove ha ritrovato lo stemma della propria famiglia “Nediani”, testimonianza tangibile della storia della propria famiglia.

Un faentino nel mondo

La famiglia di Angel all’autodromo di Santiago del Estero.

Lo sport come linguaggio per unire i continenti: partiamo proprio da qui per conoscere meglio la città dove vive Angel. Santiago del Estero è una città dell’Argentina settentrionale, capitale dell’omonima provincia. Gode di un clima caldo e secco, e in pratica non ha una stagione invernale. Angel ci racconta un po’ anche della sua città, e partiamo dal linguaggio universale dello sport: «Ci sono molte attrazioni sportive, è molto famoso l’autodromo internazionale, il golf, le terme». In questa città è nato anche il famoso calciatore Julio Ricardo Cruz, che ha fatto le fortune di Bologna e Inter. E qui si apre un capitolo spiacevole… quello dei Mondiali di calcio che non vedranno l’Italia tra le 32 squadre finaliste. «Non posso credere che l’Italia non si sia qualificata – afferma Angel, da buon appassionato di fùtbol come in tanti in Argentina, che però non è molto ottimista sull’esito finale per Messi e compagni – per quanto riguarda l’Argentina, siamo meno competitivi rispetto qualche anno fa. Vedremo cosa riuscirà a fare Messi quest’anno…». Per quanto riguarda le tradizioni della città, particolarmente sentita è quella del ballo, «si tratta di tradizioni e folklore diverse da quelli italiani».

Uno sguardo al passato e uno al futuro: dopo aver conosciuto la storia degli antenati di Angel, vediamo ora come proseguirà la vita di questa famiglia di “faentini nel mondo”. Angel è sposato da 27 anni con Mirta, dalla quale ha avuto due figlie, Antonella e Giannina. Un futuro che rimane ancora fortemente intrecciato con Faenza, sia nel cuore e sia nei progetti. «Mi piacerebbe andare a studiare in Italia – spiega Antonella, che studia giurisprudenza – ho conosciuto diversi faentini che mi hanno aiutato con l’apprendimento dell’italiano e mi piacerebbe, perché no, vivere a Faenza un giorno. Trovo la città molto più bella e vivibile rispetto qui in Argentina». Cosa prevede invece il futuro per Angel? «Riabbracciare tutti i miei amici faentini sarebbe bellissimo».

Angel con la moglie e le due figlie.