Country, Dance, Rock: il countdown del Palio al Rione Rosso è scandito dalla musica

Ancora una settimana, poi si saprà chi vincerà il Palio del Niballo. Nell’attesa il rione di via Campidori propone un’ampia scelta gastronomica e serate conviviali caratterizzate da band e musica di vario genere.  Si parte lunedì 17 giugno con la 2^ edizione del Palio del Ghibellino, una rappresentazione goliardica del Palio del Niballo che vedrà le finali il giorno dopo. Mercoledì 19 giugno in programma una serata country, con balli e musica dei “WIld Alngels”, American food e birra. Giovedì entra in scena la disco dance, con la più bella musica dance dagli anni ’70 ad oggi. Venerdì invece serata rock.

Sabato 22 giugno invece la tradizionale Cena propiziatoria del 63° Palio del Niballo, con prenotazione entro e non oltre giovedì 20 giugno.

Pizza e pasta protagoniste alla Settimana della Bigorda del Rione Rosso

Niballo è sinonimo non solo di sfide appassionanti, ma anche di convivialità, voglia di stare assieme e buon cibo da gustare nelle diverse sedi rionali. Da lunedì 3 a giovedì 6 giugno il Rione Rosso (via Campidori, 28) ospita il proprio stand gastronomico e gli eventi della Settimana della Bigorda, che precedono la giostra che vedrà sfidarsi i giovani fantini allo stadio Bruno Neri. Come da tradizione, al rione di Porta Imolese sarà possibile gustare pizza cotta nel forno a legna, pezzo forte di questa prima settimana. Non mancherà anche la pasta fresca fatta a mano e i taglieri rustici romagnoli.

Venerdì 7 giugno si terrà poi l’evento principale di questo inizio del mese del Palio: la cena propiziatoria in vista della Bigorda del giorno dopo, che avrà inizio alle ore 21. E’ possibile partecipare solo su prenotazione fino a giovedì 6 giugno presso il bar del circolo di via Campidori.

Ecco il programma dettagliato di questa prima settimana:

Rione Rosso e Porta Sant’Andrea: successo ad Arezzo in ricordo di Franco Ricci

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Grande successo per l’esibizione dei musici e sbandieratori del Rione Rosso di Faenza, organizzata dal Quartiere di Porta Sant’Andrea a chiusura delle celebrazioni in ricordo di Franco Ricci nel 50° dell’arrivo ad Arezzo. Domenica 2 dicembre i giochi di bandiere degli alfieri faentini hanno scandito tutto il corteggio storico partito da piazza San Giusto per poi arrivare sul sagrato del Duomo, dove dimostrazioni singole e a squadre hanno incantato le migliaia di turisti presenti.

La compagine in costume ha fatto un passaggio anche in Piazza Grande, proprio dove i gemelli Giordano e Giorgio Grilli, faentini del Rosso, conquistarono il titolo mondiale nella categoria “coppia” ai “Giuochi Internazionali della Bandiera” del 1967. Non a caso dopo l’esibizione dinanzi alla Cattedrale, il Rione Rosso e Quartiere di Porta Sant’Andrea hanno fatto visita agli Sbandieratori di Arezzo, storici amici dei faentini, accolti dal presidente Giovanni Bonacci. La visita nella sede storica del Praticino per alcuni figuranti di Faenza è stata un vero tuffo nel passato, poiché si sono riconosciuti nelle foto, nelle locandine dell’epoca e in un video storico proiettato per l’occasione.

L’ultimo passaggio delle celebrazioni è stato nella sede di Sant’Andrea per il pranzo nella sala d’armi dedicata ad Enzo Piccoletti, che per primo allacciò nel 1968 il rapporto con i rionali di Porta Imolese. Emozioni e grande calore nei saluti del rettore Maurizio Carboni, del capo rione Gianluca Maiardi, che ha definito la giornata “una rimpatriata a casa di amici”, i saluti del vice sindaco di Arezzo Gianfrancesco Gamurrini che ha donato libri fotografici su Arezzo, e la lettera del sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi: “Profonda gratitudine per le iniziative in ricordo di Gianfranco Ricci – ha scritto il sindaco – che contribuiscono a promuovere un sentimento di amicizia tra le nostre città”. Poi il toccante ricordo della famiglia, con la moglie Carla: “Vi ringrazio perché mi avete fatto rivivere le belle giornate trascorse qui” e la figlia Giorgia: “Ovunque siamo state abbiamo toccato il profondo affetto verso Franco. Grazie.”

Infine, lo scambio di tanti doni: dal Quartiere una terracotta invetriata con lo stemma, libri sulla storia della Giostra, fazzoletti del Quartiere e bottiglie magnum di Chianti classico riserva con l’etichetta dedicata a Franco; dal Rione un bellissimo piatto in ceramica, vincitore nel 2008 di una borsa di studio dedicata a Ricci e riservata agli studenti dell’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza, la Bandiera del rione e i tradizionali ‘gotti’, bicchieri in ceramica dipinta da usarsi la “Nott de Bisò”, evento che si svolge ogni anno a Faenza il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, e richiama in piazza del Popolo migliaia di persone. Dopo il pranzo, la folta comitiva faentina, settantacinque persone giunte a Porta Trieste con due pullman, ha visitato la città, la Fiera Antiquaria, i Mercatini di Natale e le attrazioni al Prato.

“Posso dire che è stato scritto un nuovo pezzo di storia del Quartiere – ha dichiarato il rettore di Porta Sant’Andrea Maurizio Carboni – La giornata insieme al Rione Rosso di Faenza ha sancito il coronamento di un programma di festeggiamenti unico nel suo genere, che inorgoglisce tutto il Direttivo e il Popolo Bianco Verde. E la giornata di domenica 2 dicembre, con i colori del Rione e del Quartiere più amato da Franco Ricci per le strade e le piazze della città di Arezzo, ha consolidato ancor di più un antico legame fondato sull’amicizia, il rispetto, la passione e la voglia di stare insieme. Da Quartieristi, da Rionali. Un grazie sentito a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo e che contribuiscono quotidianamente a tenere alto il nome di Sant’Andrea. Viva Arezzo, viva Faenza, viva Franco Ricci!”.

Rampino del Rione Rosso è Campione Italiano Singolo. Ottimi piazzamenti per Rione Giallo e Borgo Durbecco

Ferrara. Primo giorno di gare e già grandi emozioni per gli atleti faentini impegnati ai Campionati Italiani Fisb (Federazione Italiana Sbandieratori) della massima categoria, la Tenzone Aurea. Nella giornata di sabato 8 ottobre si sono svolte le gare nella categoria Singolo, Musici e Grande Squadra. Faenza – che gareggia come Ente Palio Città di  Faenza – ha visto la partecipazione di Raffaele Rampino e Nicolò Benedetti rispettivamente dei Rioni Rosso e Giallo per la categoria singolo. Borgo Durbecco ha difeso i colori mafrendi nella categoria Grande Squadra  e Musici. 

Faenza ai primi posti già nelle eliminatorie

Faenza parte forte già durante le eliminatorie: Nicolò Benedetti si è piazzato al 1° posto con un punteggio di 28,25 , tallonato da Raffaele Rampino – 2° posto – con 27,67. Entrambi gli atleti si sono guadagnati l’accesso alle finali svolte in serata. Grande Squadra e Musici di Borgo Durbecco si piazzano rispettivamente al 2° – 26,40 punti – e al 11° posto – 23,84 – della classifica.

Rampino del Rione Rosso è Campione Italiano Singolo, 3° posto per Benedetti (Rione Giallo)

Durante le finali Faenza rimane competitiva: dopo più di 2 ore di esibizione la classifica finale decreta i vincitori: Raffaele Rampino del Rione Rosso è campione italiano categoria Singolo con 55,63; al 2° posto Andrea Baraldi di Ferrara con 55,15. Medaglia di bronzo per Nicolò Benedetti del Rione Giallo con 54,55 punti. Una competizione ad alto livello che ha visto il podio distribuirsi con per differenze pari al decimo di punto.

Medaglia d’argento per Borgo Durbecco nella Grande Squadra, 11° posto per i musici

Nella Grande Squadra i complimenti vanno a Borgo Durbecco che ha mantenuto un difficilissimo 2° posto con 53,42 , a soli 0,46 punti di distanza dai primi classificati, gli sbandieratori di Città Murata.

Oggi si disputeranno Gara a Coppie e Piccola squadra con la partecipazione degli atleti del Rione Verde e Rione Nero. Un grande in bocca al lupo ai nostri atleti.

 

#Niballonelmondo: Pier Gildo Melandri, a Malta ma con il cuore nella curva del Rione Rosso

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In un anno e mezzo la tua vita può cambiare in maniera incredibile. Nel dicembre 2016 guardi davanti e te e vedi l’aereo che stai per prendere per lasciare il tuo Paese: non hai alcun tipo di certezza sul tuo futuro, ma capisci che è il momento giusto di farlo, dopo tante insoddisfazioni lavorative. Giugno 2018: dopo poco meno di 500 giorni ti volti indietro e vedi tutto quello che hai fatto. Sei riuscito a inserirti in un lavoro per cui sei portato, ti sei creato una stabilità professionale durante la tua prima esperienza all’estero, e hai persino messo in piedi un’attività imprenditoriale. Sono tanti i giovani italiani che partono alla ricerca di fortuna: Pier Gildo Melandri, “faentino nel mondo” di 26 anni, è uno di quelli che, dopo la prima fase del proprio percorso, può tracciare un bilancio più che positivo. Ora lavora nel campo del trading sportivo a Malta e, oltre a questa occupazione, ha avviato una propria attività tramite un’App di servizio taxi. Al momento, essendo soddisfatto, non pensa di tornare in Italia, anche se i legami del paese d’origine, e con Faenza in particolare, sono tanti. Nonostante la lontananza, il suo cuore continua a essere legato agli amici del Rione Rosso, uno dei cinque rioni della città di Faenza che si sfidano durante il Palio del Niballo. Un foulard del rione non poteva mancare nella valigia che l’avrebbe accompagnato in questa avventura. Lui con il cuore continua a essere lì, di fianco a loro nella curva, a incitare con gli altri il proprio cavaliere, la propria storia.

La partenza dall’Italia per mancanza di stimoli lavorativi

Da un anno e mezzo circa Piergildo Melandri ha trasferito la sua residenza a Malta: come per tanti altri giovani è la mancanza di lavoro ha convincerlo in questa decisione. «Sono partito nel dicembre 2016 – spiega – poco dopo il mio compleanno. Avevo voglia di una nuova esperienza e non avevo molti stimoli lavorativi in Italia. Dopo essermi laureato all’Accademia d’Arte di Rimini ho lavorato per uno studio grafico a Forlì, per quattro o cinque anni circa, e in seguito come operatore nell’ambito televisivo». E’ alla ricerca di una nuova esperienza, in un contesto multiculturale dove potesse, al contempo, migliorare il proprio inglese, strumento fondamentale per aprirsi nuovi sbocchi occupazionali. «Non avevo mai provato un’esperienza all’estero. Devo ammettere che questa è iniziata subito bene e sono molto contento della scelta che ho fatto».

A Malta ora si occupa di trading sportivo e ha sviluppato un’App, TaxiFy

Come tanti altri giovani, Pier è partito senza sapere esattamente cosa sarebbe successo, «in effetti è stato un salto nel buio», commenta. Prima di salire su quell’aereo che l’ha portato a Malta non aveva concrete offerte di lavoro sul tavolo. La determinazione e l’intraprendenza sono però le qualità più importanti per farcela. Pier all’inizio si cimenta in qualche lavoretto sporadico, poi pian piano ha trovato lo sbocco professionale che cercava. Adesso Pier si occupa di trading sportivo, ovvero il mercato delle scommesse sportive. «A Malta è uno dei mercati più sviluppati essendoci molte società internazionali, ed è un lavoro di cui mi sono subito sentito portato». Si occupa in particolare della stesura delle quote scommesse. Ma non è questa l’unica sua occupazione: a Malta Pier ha avuto infatti la possibilità di diventare un ‘piccolo imprenditore’. Ha infatti una partecipazione nel mercato dei trasporti con una macchina che offre servizi taxi. «Praticamente – spiega Pier – quando sono arrivato a Malta per qualche mese ho lavorato per una compagnia di servizio macchina. Ho capito che c’erano possibilità anche per mettere su qualcosa in proprio. Così è stato lanciato un servizio integrato con un’applicazione che si chiama TaxiFy, che riuniva varie compagnie. Io e altri miei amici siamo stati precursori di quest’App e, dopo che ho smesso di lavorare con la prima compagnia che ti dicevo, dopo sei sette mesi ho iniziato questa nuova avventura, assumendo due ragazzi che si occupano del servizio taxi». Un giovane senza lavoro che è riuscito a trovare lavoro per altri giovani: anche questo, fino a un anno e mezzo fa, sembrava impossibile.

“Il fatto di essere su un’isola è la cosa che mi ha condizionato di più. Al momento non penso di tornare”

Malta, benché non molto distante dall’Italia, presenta analogie e forti differenze con l’Italia, in particolare per il fatto di essere un’isola. «Sono molto soddisfatto dell’esperienza e non ho, da qui a poco tempo, intenzione di cambiare. Ho trovato una seconda casa con tanti amici. Certo, ogni tanto ho un po’ di nostalgia di tornare, ma dal punto di vista lavorativo c’è anche lo scotto da pagare. Per minimo tre anni il mio obiettivo è restare qua». Per molti aspetti Malta è simile all’Italia per varie ragione, anche se, essendo una società multiculturale, tutto è molto in mutamento. Per esempio l’italiano, come lingua, è abbastanza diffuso nelle persone con una cinquantina d’anni, ma i giovani di oggi lo studiano meno. Anche il cibo è molto simile all’italiano, con forti influenze di tradizione siciliane.

Il Rione Rosso, dal tamburo alla vita rionale vissuta a 360 gradi

Forte, vincente e appassionante: per Piergildo Melandri il Rione Rosso è tutto questo. Fin da quando era piccolo, pur abitando in una zona del Rione Verde, ha sempre avuto legame con questo Rione. «Mi sono appassionato al Rosso perché era il Rione più vincente, nell’ambito del Palio è sempre competitivo». Pier a 12 anni ha iniziato così a suonare il tamburo, un’esperienza durata qualche anno a fianco del gruppo storico. «Il tamburo mi è sempre piaciuto, molto più che le bandiere, che invece non mi hanno mai particolarmente attratto. Mi piaceva di più la musica e la carica emozionale capace di suscitare questo strumento». Al di là degli aspetti sportivi, Pier ha sempre frequentato gli ambienti rionali, vera e propria seconda famiglia. Amici e rionali con i quali poter vivere esperienze che portano a instaurare legami veri e concreti, capaci di rimanere nel tempo. «Il mio ricordo più bello con il gruppo storico riguarda le prime uscite che facemmo fuori dal contesto faentino. Mi ricordo in particolare un’uscita a Ferrara, un evento legato alla rievocazione medievale, andammo là col gruppo musici e fu davvero una bella esperienza».

“La vita in curva è un’esperienza unica”: anche da Malta Pier darà il suo contributo

E poi c’è il tifo, l’adrenalina delle sfide, le magnifiche coreografie allo stadio il giorno del Niballo. «La vita in curva è una cosa unica – commenta Pier – non c’è niente di simile alla passione che si può vivere lì, con gli altri amici e tifosi, durante il Palio. È una carica emotiva che solo chi l’ha vissuta può capire». E lì, in curva, sono stati tanti, tantissimi i successi che ha potuto vivere fianco a fianco con gli altri rionali di Porta Imolese. «La vittoria più bella? Se devo sceglierne una – risponde Pier – fu una vittoria del Palio nell’ultimo periodo di Willer Giacomoni, quando vinse con Fiamma (il cavallo di Giacomoni, ndr). Ricordo una grande festa allo stadio e in piazza, dove ci buttammo nella fontana, con parecchi festeggiamenti. Ma sono legato un po’ a tutte le vittorie: quando si vince è sempre un momento piacevole». L’anno scorso Pier è riuscito a fare una sorpresa ai propri rionali, tornando in Italia per seguire proprio le gare del Palio. Quest’anno, pur essendo lontano, ha voluto aiutare il proprio Rione dando un contributo concreto. «In questi mesi mi sono continuato a sentire col direttivo – spiega Pier – per dare una mano come posso. Per esempio ho fatto io le ordinazioni per il materiale per fare le coreografie di quest’anno durante la giostra del Niballo». Ecco allora che il 24 giugno quando sventoleranno alti gli striscioni e le bandiere e la curva si colorerà di Rosso, ci sarà un rionale in più con gli altri a cantare inseme “la gente operosa del Rosso Rione ha un palpito solo pel suo campione”, come recita l’inno del rione.